I medici sul boss Messina Denaro: è debilitato, ma non rischia la vita

10 Agosto 2023

Dopo l’intervento chirurgico arrivano dei segnali positivi dall’équipe del primario di Oncologia Mutti Gli avvocati insistono sulla scarcerazione. Il viceministro Sisto: «Saranno i magistrati a valutare»

L’AQUILA. Le condizioni di Matteo Messina Denaro sono serie: il boss è debilitato, ma non in pericolo di vita. È il quadro clinico che emerge dall’ospedale San Salvatore dell’Aquila, dopo l’intervento chirurgico al quale il padrino di Castelvetrano è stato sottoposto martedì pomeriggio. Messina Denaro resterà ricoverato in terapia semintensiva per altri due giorni, poi saranno i medici a valutare le sue condizioni e stabilire che cosa fare. Il super boss mafioso è stato operato per una improvvisa occlusione intestinale. Ma il quadro clinico - come sottolineato fonti del San Salvatore contattate dal Centro - è in costante miglioramento: il 62enne boss di Cosa nostra, malato oncologico, non è dunque in pericolo di vita. Anche se il cancro al colon, giunto al quarto stadio, suggerisce prudenza: nelle ultime settimane, Messina Denaro ha perso molto peso ed è stato costretto ad alimentarsi soltanto con succhi di frutta e altri integratori. Anche il morale dell’ex primula rossa - come osservato da alcuni medici che lo hanno in cura - non è dei migliori. Proprio martedì mattina, poche ore prima del ricovero d’urgenza al San Salvatore, l’avvocato Alessandro Cerella (co-difensore del boss insieme a Lorenza Guttadauro, nipote di Denaro) aveva parlato di «condizioni critiche non più compatibili con il regime di carcere duro». Resta ancora in piedi dunque l’ipotesi di una istanza al tribunale della Libertà dell’Aquila per la sospensione della detenzione carceraria con il ricovero in ospedale. A confermarlo è lo stesso Cerella: «Analizzati i fatti e la documentazione, ci riserviamo di decidere la strategia più opportuna per presentare una istanza di scarcerazione». L’avvocato vastese ha inoltre rivolto un plauso a Luciano Mutti, direttore dell’Oncologia del San Salvatore dell’Aquila, e a tutto il personale del presidio aquilano per le cure ricevute dal suo assistito: «Ma le condizioni di Messina Denaro», spiega ancora Cerella, «sono peggiorate nelle ultime settimane e non sono più compatibili con il regime di 41-bis. Ha difficoltà persino a mantenersi in piedi». Sulla questione è intervenuto anche il viceministro della Giustizia, Francesco Paolo Sisto: «Sarà compito della magistratura di sorveglianza verificare se la segnalazione del difensore di Matteo Messina Denaro sulle sue condizioni di salute sia meritevole o meno di accoglimento e, dunque, se essa legittimi o meno la modifica del regime carcerario. Si tratta», ha spiegato il vice ministro a SkyTg24, «di una valutazione espressamente tecnica. C’è modo e tempo per fare tutti gli approfondimenti del caso». Intanto resta altissima l’allerta attorno all’ospedale San Salvatore dell’Aquila: imponente il dispiegamento di militari e agenti di polizia penitenziaria lungo il perimetro della struttura sanitaria.
©RIPRODUZIONE RISERVATA