I negozianti: sede della Regione, una bella occasione per Pescara

Area di risulta: dopo Padovano, anche i commercianti del centro promuovono il progetto del Comune «Più movimenti e più affari per le attività. E ci potrebbe essere la riqualificazione della zona-stazione»
PESCARA. La sede della Regione nell’area di risulta, coro di sì dei commercianti del centro. Dopo il via libera della Confcommercio, con il presidente Riccardo Padovano che plaude all'iniziativa del Comune che punta a cambiare il volto della città con la realizzazione della nuova sede istituzionale circondata da un parco, anche i singoli negozianti promuovono il progetto. «Sì, se serve al rilancio commerciale», puntualizzano gli operatori, «a riqualificare anche l’area della stazione ferroviaria abbandonata e insicura soprattutto di sera; sì se saranno potenziati i trasporti e se diminuiranno le tariffe dei parcheggi per favorire soprattutto gli abbonati».
«Ben venga il rilancio delle attività che qui dentro stanno chiudendo una dopo l’altra, dalla libreria alle tabaccherie», argomentano i coniugi Antonello e Maria Masciovecchio, della storica edicola 220 all’interno della stazione ferroviaria «a causa degli alti costi di affitto, ma anche della desertificazione dei passeggeri, negli anni. Sono finiti i tempi in cui lavoravamo a ritmi serrati fino a mezzanotte, ora alle 20 non si vede più nessuno e la stazione, troppo distaccata dal centro cittadino, diventa terra di nessuno. Il palazzo della Regione porterebbe gente e quindi movimento e riqualificazione della zona».
«Più gente arriva meglio è per il commercio, ma occorre il potenziamento dei servizi di trasporto, più bus e bus navetta e perché no, anche la filovia», suggeriscono Debora Creati e Francesca Vitullo, titolari di Bottega Verde in corso Vittorio Emanuele, «abbiamo clienti che arrivano da Roseto in treno perché sanno che qui non trovano parcheggio e tanti si lamentano delle multe prese ai semafori. Noi abbiamo trasferito il negozio dal centro commerciale e creduto in corso Vittorio, malgrado la desolazione delle chiusura domenicale della strada, ma la scommessa l’abbiamo vinta perché dopo il Covid tanta gente è tornata nei negozi sotto casa, a piedi. E ora aspettiamo con impazienza anche l'apertura dell’ostello per studenti, qui vicino».
Esultano Gaia Fossemò e Federica Anchini, commesse di Miriade store borse e oggettistica, in corso Vittorio: «Ottima idea per riportare le folle in questa via che ha bisogno di essere rivalutata. La pedonalizzazione ha distrutto il commercio di corso Vittorio. Qui girano troppi balordi e i vigili si accaniscono contro chi posteggia pochi minuti per fare un acquisto». Ricorda Fossemò, figlia degli ex titolari di Full calzature: «Quando ero bambina sul corso affollato c’erano i tappeti rossi, oggi c’è desolazione e chiudiamo i negozi spaventate».
Sì convinto anche da parte di Antonella Maria Polizzi, Pescara vintage in via Milano: «Io sono sempre a favore dell’innovazione, tutto ciò che facilita il passaggio di gente davanti ai negozi, va a vantaggio del commercio. Quindi sono favorevole all’iniziativa», conclude.
Stessa linea di pensiero alla storica (1934) pasticceria Renzi di via Roma, dove il titolare Antonio Bevilacqua annota: «Con la parziale chiusura al traffico di corso Vittorio la domenica e la pedonalizzazione di via Roma, tanti clienti li abbiamo persi. Questo progetto ripopolerebbe il centro a tutto vantaggio del commercio e riqualificherebbe l'area di risulta».
Giacinta Carugno, commessa di Le Cou Cou moda, sottolinea che «i parcheggi dovrebbero avere prezzi simbolici, gli abbonamenti mensili per chi vive o lavora in centro costano troppo. I nostri clienti arrivano in treno da Lanciano e Vasto per evitare le tariffe dei posteggi che ora si pagano persino in riva al mare. Ben vengano filovia, palazzo della Regione, mercatini non solo a corso Umberto ma anche nelle vie interne, purché queste iniziative riportino le folle in centro».

