I nuovi bulli? Ragazzine tra i 10 e i 12 anni

15 Marzo 2022

È l’identikit emerso dal convegno all’Alberghiero. La Polpost: «Senza controlli, attaccano sui social»

PESCARA. Hanno da 10 a 12 anni e sono soprattutto le ragazzine a «spargere violenza sui social con messaggi minacciosi e sprezzanti diffusi con falsi profili» all'indirizzo dei loro coetanei. Le vittime «si spaventano, si chiudono in sé stesse», fino a quando, se non decidono loro stesse di parlare o denunciare, vengono intercettate dalle famiglie e dalla scuola fino al coinvolgimento delle forze dell’ordine e della magistratura. È l’identikit del bullo, e dei loro bersagli, emerso nel corso del convegno “Si vince a scuola insieme contro bullismo e cyberbullismo” che si è svolto ieri mattina nei saloni dell’Officina del Gusto all'Alberghiero De Cecco, diretto da Alessandra Di Pietro.
La preside ha ricordato che da due anni nella scuola è operativo uno sportello di ascolto a cui si rivolgono i ragazzi in difficoltà. Tra quelli presi di mira dai compagni ci sono anche coloro «che hanno iniziato un percorso di cambio anagrafico di sesso, e pertanto fragili e ancor più attaccabili», evidenzia il dirigente scolastico. Presenti il comandante della compagnia dei carabinieri di Pescara, Giovanni Rolando; Manuela Carulli, commissario capo della polizia postale di Pescara; Maria Concetta Falivene, garante per l’Infanzia e l’Adolescenza; Tiziana Venditti, dell’Ufficio scolastico provinciale in rappresentanza del dirigente Maristella Fortunato; Angela Catalano e Modesto Lanci, rispettivamente governatore e chair distrettuale del Kiwanis; Roberta Degli Eredi, presidente Fidapa e Fabio Gardelli, psicologo clinico. In sala la folla degli studenti dell’istituto comprensivo “Borrelli” di Tornareccio, guidato da Margherita Trua, e di Orsogna, che hanno collaborato all’evento.
Carulli, Polpost, ha spiegato alla folla di studenti le mansioni della polizia postale, il quadro normativo di riferimento, mostrato un video su Carolina Picchio, adolescente che si è suicidata nel 2013 per non aver retto alla vergogna, e delineato il bullo tipo: «È soprattutto femmina, tra i 10 e i 12 anni. Fino a 4 anni fa l’età degli stalker si attestava tra i 14-15 anni. Ragazzini che accedono alla rete senza controlli dei genitori, che spesso non sanno cosa fare, e attraverso profili falsi con i quali pensano di salvaguardare l’anonimato. Scrivono messaggi minacciosi e di disprezzo. Le ragazzine sono ancora più agguerrite dei maschi, attaccano molto sui difetti fisici delle coetanee, anche se non arrivano allo scontro fisico. Le vittime si chiudono fino a quando non decidono di rivolgersi ai genitori, alla scuola, a noi che intercettiamo i bulli attraverso Ip e account, relazioniamo alla magistratura e bussiamo alle loro porte per effettuare perquisizioni».
Degli Eredi (Fidapa) ha reso noto che «il 70 per cento degli atti di bullismo si manifestano nelle scuole». Catalano e Lanci (Kiwanis) hanno annunciato la divulgazione nelle scuole di un manuale a fumetti “Lillo e Billo, il bullo” con la chiara intenzione di «fare prevenzione sin dalle elementari», perché «già alle medie il fenomeno è più che esploso». Falivene, garante per l’Infanzia, ha chiamato per nome il bullismo: «È un atto di prepotenza, il riflesso di ciò che insegnano gli adulti. E la vittoria del bullo è il silenzio. Ci vorrebbe un patentino per l’accesso a internet sin dalle elementari».
Conclude la preside Di Pietro: «Il compito della scuola è comunicare con i bulli che spesso sono portatori di fragilità inseriti in contesti disagiati. Noi cerchiamo di far capire la gravità delle loro azioni orientandoli verso la rieducazione all’affettività e al recupero dei valori di vita. La scuola, come oggi stiamo facendo, deve creare alleanze e fare rete su un fenomeno sempre più in crescita».