I nuovi casi schizzano a 3.590 Stuppia: «Il picco a fine luglio»

Omicron 5 dilaga in regione e produce numeri che non si vedevano dall’ondata di fine aprile
Tremilaseicento abruzzesi contagiati in un solo giorno. Un numero del genere in regione non lo si vedeva dal picco assoluto dell'ondata dovuta alla sottovariante Omicron 2, in quel 20 aprile scorso dopo il quale i casi cominciarono a scendere. A giugno la risalita, a causa dell’arrivo della contagiosissima Omicron 5. Risalita che non si è ancora esaurita: chissà quanto in alto porterà ancora i numeri. «Se tutto andrà bene, il picco dei casi arriverà intorno alla fine del mese di luglio. Nel frattempo i contagi cresceranno ancora», dice Liborio Stuppia, direttore del laboratorio di Genetica molecolare-test Covid dell’Università D’Annunzio, continuando: «Se invece la crescita dovesse perdurare fino ad agosto, quando fisiologicamente risalgono a causa delle vacanze, allora ci sarà davvero da preoccuparsi».
Poi ancora: «Non sono sorpreso da questa situazione. Innanzitutto perché Omicron ora è praticamente un virus nuovo, che sfugge completamente al vaccino quando infetta. Ma sfugge anche alla protezione anticorpale di chi è guarito: è talmente in grado di reinfettare le persone, che si registrano casi di persone che hanno di nuovo il Covid a soli due mesi dalla guarigione. Questo prima non era mai accaduto. Ma l’impennata dei casi è dovuta anche e soprattutto della mancanza di attenzione: non usare la mascherina, in questo momento è come trovarsi senza l’ombrello sotto a un temporale».
Nel frattempo la Omicron 5 continua a diffondersi sul territorio: «Insieme alla 4 è ormai causa del 70% circa dei contagi nel nostro territorio. Abbiamo avviato una nuova campagna di sequenziamenti (vedi articolo in pagina, ndr), nei prossimi giorni sapremo quantificare con esattezza la presenza di Omicron 5. Ci ci aspettiamo comunque che questa sottovariante arrivi presto al 100% dei tamponi positivi, vista la sua elevata trasmissibilità. Con i nuovi sequenziamenti cercheremo anche la nuova sottovariante indiana, che prende il nome di BA.2.75: a vedere le sue mutazioni fa davvero paura, ma dobbiamo capire se davvero riuscirà a diffondersi sul territorio come sta facendo la Omicron 5».
LA RAPIDA IMPENNATA
DEI CONTAGI
Il bollettino regionale di ieri segnala precisamente 3.590 nuovi positivi in Abruzzo. Per trovare un dato così alto bisogna tornare ai 3.744 casi del 20 aprile, picco assoluto dell’ondata dovuta a Omicron 2. Non solo: i tanti contagi di ieri fanno segnare una crescita del 50% rispetto allo stesso giorno della settimana precedente, cioè martedì 28 giugno, quando furono 2.383. Resta elevatissimo il tasso di positività dei tamponi, ieri al 28,5%. I 3.590 casi sono stati infatti individuati attraverso 1.764 test molecolari e 10.829 antigenici.
È ancora una volta il Chiedino a registrare più contagi: ben 970 in un giorno. A seguire il Pescarese con 828, il Teramano con 818 e infine l’Aquilano con 756. Tra i nuovi positivi individuati in Abruzzo ci sono anche 79 turisti residenti fuori regione, mentre per altri 138 contagiati sono ancora in corso le pratiche di accertamento sulla provenienza.
Quella di Chieti è anche la provincia abruzzese più colpita in rapporto alla popolazione, in quanto con incidenza settimanale più alta: ben 1.152 casi ogni centomila abitanti. Comunque vicine quella di Teramo con 1.119, quella di Pescara con 1.033 e quella dell’Aquila con 1.033. L’Abruzzo nel suo complesso ha invece incidenza settimanale di 1.189 casi ogni centomila abitanti: si tratta del secondo dato più alto tra le regioni italiane, sotto soltanto a quello della Campania.
LA LENTA CRESCITA
DEI RICOVERI
Il numero dei nuovi guariti di giornata (670) è nettamente inferiore a quello dei nuovi positivi: per questo torna a salire vertiginosamente il dato sugli abruzzesi attualmente positivi, che dopo settimane raggiunge di nuovo quota 36.665.
Di questi, sono 180 quelli ricoverati nei reparti ordinari degli ospedali abruzzesi: il numero è cresciuto di sei unità nelle ultime 24 ore, confermando il trend degli ultimi giorni e facendo raggiungere all’Abruzzo il 13% di occupazione dei posti letto in area medica.
Cresce di una unità il numero dei pazienti in terapia intensiva per complicanze più gravi del Covid: ora nei reparti abruzzesi di Rianimazione ci sono sei persone positive, per un’occupazione dei posti letto in area critica del 3%.
Tutti gli altri attualmente positivi sono in isolamento domiciliare, sotto osservazione da parte del personale sanitario delle quattro Asl abruzzesi.
Unica nota favorevole del bollettino regionale di ieri è l’assenza di nuove vittime del Covid e delle sue complicanze: il tragico bilancio dei decessi in Abruzzo dall’inizio della pandemia resta dunque a quota 3.387.

