I nuovi dati: la curva di Pescara sale ancora E le altre tre scendono

8 Maggio 2020

Dei 25 nuovi casi solo tre a Chieti e uno all’Aquila, il resto riguarda il capoluogo adriatico. La causa è legata alla densità demografica

PESCARA. Il contagio frena la sua corsa in Abruzzo, ma non a Pescara.
I grafici rendono bene l'idea della situazione abruzzese: la curva scende a Chieti, L'Aquila e Teramo, ma cresce ancora a Pescara. Sono 25 i nuovi casi di coronavirus accertati a livello regionale con gli ultimi test. Di questi, come accade ormai da giorni, la maggior parte, cioè 21, fa riferimento alla sola Asl di Pescara. Tre riguardano Chieti e uno L'Aquila. Il totale abruzzese arriva a quota 3.072. I DATI. I nuovi casi, accertati con i test eseguiti dal laboratorio della Asl di Pescara, centro di riferimento regionale, dall'Istituto Zooprofilattico di Teramo e dall'Università di Chieti, sono emersi dall'analisi di 1.157 tamponi: è risultato positivo il 2,2% dei campioni. Ieri i positivi erano stati 22 su un totale di 1.400 tamponi analizzati (1,6%); martedì il dato era stato del 3%, lunedì dello 0,4%, domenica del 3,2%. Nel numero dei casi positivi sono compresi anche 348 pazienti deceduti. Sette i morti più recenti, dato più alto rispetto a quelli registrati negli ultimi giorni. Si tratta di un 64enne di Spoltore, un 90enne di Pescara, una 74enne di Montesilvano, una 52enne di Cepagatti, una 94enne di Mozzagrogna, una 95enne di Torrevecchia Teatina e una 93enne di Francavilla al Mare. In ogni caso il dato delle vittime non va rapportato all'andamento della curva dell'epidemia, perché si tratta di persone che hanno contratto il virus anche settimane fa. Il calo del numero dei morti sarà uno degli ultimi effetti delle misure per il contenimento del contagio.
GUARITI. Di positivo c'è che continua ad aumentare il numero dei guariti. Sono 39 in più rispetto a mercoledì. Il totale sale così a quota 954. Di questi, 228 persone da sintomatiche con manifestazioni cliniche associate al Covid-19 sono diventate asintomatiche e 726 hanno risolto i sintomi dell'infezione e sono risultati negativi in due test consecutivi. Del totale dei pazienti, 263 (-22) sono ricoverati in ospedale in terapia non intensiva, 12 (+1) in terapia intensiva, mentre gli altri 1.495 (invariati) sono in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva da parte delle Asl. Dei 3.072 casi abruzzesi, 243 si riferiscono alla Asl Avezzano Sulmona L'Aquila, 767 alla Asl Lanciano Vasto Chieti, 641 alla Asl di Teramo e 1.421 alla Asl di Pescara. CASO PESCARA. Se in Abruzzo, dunque, le cose stanno gradualmente migliorando, a Pescara e, più in generale, nell'area metropolitana, la situazione resta delicata. Quasi la metà dei pazienti che, a livello regionale, sono affetti da Covid-19, infatti, fa riferimento alla Asl del capoluogo adriatico. Facendo le dovute proporzioni, in base al numero degli abitanti, nel Pescarese lo 0,45% della popolazione - la media di Chieti, L'Aquila e Teramo è 0,15% - è stato contagiato. Un dato in base al quale quella di Pescara viene considerata l'area più colpita del centro Sud Italia. Più di territori come il Barese, l'area di Napoli o Roma. Nella maggior parte dei casi, però, si tratta di contagi circoscritti e definiti "assistenziali", cioè relativi a parenti o contatti stretti di persone già malate, a pazienti di strutture sanitarie e a chi si occupa della loro assistenza. All'origine del fenomeno pescarese, hanno spiegato più volte gli esperti, ci sono le caratteristiche del territorio, a partire dalla densità di popolazione, che ha fatto sì che il virus circolasse più facilmente.