I pescaresi scoprono l’antica sfioratura dello zafferano
PESCARA. Antichi sapori nascosti dietro antichi mestieri come quello della sfioratura dello zafferano. E’ l’esperienza unica e irripetibile che si è svolta sabato scorso a Civitaretenga, nell’altopian...
PESCARA. Antichi sapori nascosti dietro antichi mestieri come quello della sfioratura dello zafferano. E’ l’esperienza unica e irripetibile che si è svolta sabato scorso a Civitaretenga, nell’altopiano di Navelli. A provare la singolare sensazione di selezionare il pregiatissimo “oro rosso” sono state le nove delegazioni facenti parte del progetto Erasmus Plus Tesori rurali guidate dal presidente dell’associazione culturale SmartLab Europe Annarita Bini. Il bus tour, partito da Pescara, ha compreso tre tappe in tre località diverse. La prima è stata nel monastero di Sant’Antonio a Civitaretenga nell’altopiano di Navelli dove è stato allestito un laboratorio della sfioratura dello zafferano dopo la raccolta.
Ad accogliere i rappresentanti dei 9 Paesi (Lettonia, Spagna, Grecia, Paesi Bassi, Romania, Italia, Repubblica Ceca, UK e Turchia) ci ha pensato il presidente del consorzio dello zafferano dell’Aquila Massimiliano D’Innocenzo che ha organizzato il laboratorio con seguente visita del monastero. Per l’occasione gli ospiti hanno avuto la possibilità di pranzare in un’azienda agricola interamente a base di zafferano. Poi, il tour si è spostato nel centro storico di Bominaco per visitare il complesso monastico ricco di affreschi. L’ultima tappa a Fontecchio, dove hanno accolto i visitatori Valeria Pica della cooperativa “Le Fonti” e il sindaco Sabrina Ciancone. E’ seguita la visita del borgo e delle botteghe, in particolare la fontana medievale e la torre dell’orologio che ospitava la piccola mostra fotografica “Lo spazio della memoria” con foto del terremoto 2009. Il bus tour è stato preceduto dal meeting “Tesori rurali” Erasmus +KA204 “Social entrepreneurship the heart of rural development. Rural treasures” che si è svolto venerdì nella sala Tosti del palazzo Aurum.
Nel corso del convegno, che si è aperto con i saluti del sindaco Carlo Masci, si è trattato il tema dell’imprenditoria sociale e come possa ridurre il fenomeno dello spopolamento delle aree interne e rurali. Capofila del progetto, Arnita Gaiduka della Lettonia.

