I pescaresi scoprono la bici ma si gira tra buche e crepe

Viaggio sui tracciati di viale Regina Margherita, via Muzii e viale D’Annunzio I cittadini chiedono pulizia e manutenzione. Mascia: «Presto nuove ciclovie»
PESCARA. Oltre 400mila passaggi, in due due mesi e mezzo, su piste ciclabili che sembrano mulattiere: sterrate, bucate, rigonfie dalle radici che risalgono, prepotenti, sulla superficie stradale. I ciclisti attraversano con difficoltà i 36,8 chilometri di piste che si intrecciano tra loro, si interrompono o si spezzano, finendo nel nulla. Non vanno sempre lisci sui tracciati impraticabili, i bikers, ma pazienza. Chi ama andare in bici sopporta (quasi) tutto: sul problema ci si sfreccia sopra.
Però al Comune chiedono in coro «più pulizia e manutenzione». E l’assessore alla Mobilità, Luigi Albore Mascia, rassicura i pescaresi: «Riqualificheremo tutte le piste ciclabili e ne sorgeranno di nuove. Entro l’anno partono i lavori».
La pista a doppio senso di viale Regina Margherita è ormai a senso unico. L’azzurro è sbiadito da un pezzo, l’asfalto è crepato e ingrossato. Le ruote delle bici procedono con cautela, altrimenti si inceppano nelle buche o cappottano. Chi procede da piazza Salotto verso viale Muzii è costretto a invadere la corsia opposta per non capovolgersi. «Facciamo le gimkane tra le bolle d’asfalto, la pista è pericolosa», commenta Ettore Piersante, «le radici degli alberi sono difficili da bloccare». «Esplodono e rendono il tracciato dissestato» aggiunge Andrea, bici-dipendente. «La pista non è sicura», argomenta Carla Cipollone, «le radici in superficie creano pericoli, ma anche il senso civico delle persone dovrebbe migliorare». Alessandro Fratini, dell’edicola 27, minaccia la chiusura: «La ciclabile mi ha rovinato, ho perso il 30% dei clienti negli ultimi anni. Con i camion del carico e scarico fermi davanti ai negozi, i clacson impazziti del traffico bloccato, via Regina Margherita diventa una camera a gas. E per cosa? Per vedere bici e monopattini che vanno contromano, che corrono come pazzi sul marciapiede e in strada, ma non certo sulla pista». Proprio in quell’attimo un ciclista fila fuori pista, verso piazza della Rinascita.
«Livellare e fare continua manutenzione», è la ricetta di Antonio Di Francesco, ortonese, profumiere in pensione: «La manutenzione della ciclabile, con le radici che riemergono fino a rovinare il manto d’asfalto, va affidata a chi ci capisce. E per quanto il sindaco Carlo Masci si affanni, in maniera lodevole, a curare il decoro, c’è bisogno di gente competente che eviti questi obbrobri. Spostare la ciclabile sul lato monte non risolverebbe: gli alberi sono anche sull’altro marciapiede».
Lungo la pista rossa sgarrupata di viale D’Annunzio, procede Sefora S., psicologa: «È vero, alcuni tratti sono impraticabili a tal punto da deragliare in strada o allungare il giro per evitare due metri di buche. Le piste sono sporche, bucate e insicure». Le trova «ben strutturate» Thomas, pescarese del Venezuela, «il Covid ha spinto le persone ad usare le bici per stare all’aria aperta, ma andrebbero più curate».
Su viale Muzii il conta bici segna quasi 70mila passaggi dal 7 aprile, giorno dell’entrata in vigore degli apparecchi installati anche sulla riviera nord (187.255 fino a 2 giorni fa), riviera sud (94.244), via Valle Roveto (52.387). Costo degli impianti: 70mila euro, ma «necessari per il monitoraggio della mobilità pescarese» commenta l’assessore Mascia che ha mille progetti pronti per riqualificare le piste: «La ciclabile di viale Margherita sarà rifatta interamente dopo l’estate, forse bidirezionale, e rialzata con cordoli a scarpa che consentono di essere sormontata dai veicoli di emergenza. Le altre saranno man mano risistemate. Le nuove piste, con i lavori che partono entro l’anno per 673mila euro di fondi statali, saranno realizzate in via Rio Sparto (950 metri); viale Pindaro-via Misticoni (320); via Arapietra-via Aremogna (200); via Venezia dove saranno recuperati posti auto-via Manzoni-via Foscolo (620), strada parco-corso Umberto, lato stazione, 450. Presto ripartiranno gli interventi di completamento (bloccati dal Covid e dagli scavi archeologici) della sopraelevata a Rampigna e della sistemazione della greenway lungo il fiume».

