I residenti di via di Sotto «Viviamo nel degrado»

24 Gennaio 2018

I proprietari degli appartamenti realizzati dall’impresa Gmg tornano a protestare «Negozi e parcheggi abbandonati, i lavori previsti non sono mai stati completati»

PESCARA. Un complesso residenziale di 269 appartamenti dimenticato in mezzo al degrado, incorniciato dalle transenne fatiscenti di un cantiere fantasma e da pali dell’illuminazione mai collegati alla rete elettrica. Succede nell’area dell’ex Fornace Cetrullo, in via di Sotto, ai Colli: un angolo di città su cui pende un vecchio contenzioso tra Comune e ditta costruttrice, lasciato in abbandono tra negozi sfitti, una giungla di erbacce e gravi problemi di igiene.
«Prima hanno creato tutto questo e poi si sono scordati della nostra esistenza», protestano alcuni proprietari degli immobili, esausti dopo ben 13 anni dalla stipula della compravendita, «non ne possiamo più delle battaglie legali, vogliamo soltanto i servizi e le opere pubbliche che ci avevano promesso al momento dell’acquisto delle nostre case».
La vicenda risale al 1996, quando l’allora amministrazione comunale sigla un accordo di programma con la società di costruzione Gmg per la riqualificazione dell’intera area di 71.846 metri quadri. L’intesa prevede la realizzazione di 130 alloggi in edilizia libera e 139 in edilizia convenzionata, per un totale di 269 appartamenti nella zona dell’ex Fornace Cetrullo. In cambio la ditta si impegna a realizzare una piazza, già intitolata a Nilde Iotti, parcheggi nella parte sottostante e intorno alle palazzine, una galleria commerciale, aiuole e altre opere di urbanizzazione per un valore di 3 milioni 460mila euro.
Nonostante siano trascorsi 21 anni dall’approvazione di quell’accordo e 13 dalla scadenza del termine per i lavori di pubblica utilità, nulla di quel progetto ha mai visto la luce. Oggi, dopo che il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso contro il Comune presentato dall’immobiliare Gmg per farsi riconoscere la proprietà dell’area adibita a parcheggio, la società il 31 maggio scorso ha notificato l’attivazione del procedimento arbitrale nei confronti dell’amministrazione comunale.
«Qui la situazione sta degenerando giorno dopo giorno», racconta Anna Crocenzi, titolare della parafarmacia “Salutestore”, l’unica attività commerciale rimasta in piedi tra una sfilza di locali vuoti e una piccola sede della Gmg, «un tempo c’erano un parrucchiere e una banca, ma su carta erano prevista una galleria di circa 40 negozi. Sono andati via tutti, perché nessuna attività può resistere in queste condizioni, senza i più elementari servizi pubblici. Sono anni che stiamo combattendo per ottenere quello che ci spetta, ma nonostante le sentenze giurisprudenziali la ditta costruttrice non si preoccupa di terminare le opere e il Comune, da parte sua, non effettua alcun sollecito».
I disagi elencati dai residenti sono tantissimi, non solo il mancato completamento dell’urbanizzazione della zona, ma anche «le gravi carenze da parte dell’amministrazione comunale». «Siamo diventati la discarica di Pescara Colli», rimarca Paola Rabottini, «non ne possiamo più di topi, pozzanghere e sporcizia. Sia in inverno sia in estate la piazza transennata diventa un acquitrino dove proliferano zanzare e altri insetti e dove si scarica di tutto: vasconi di cemento e materiali da cantiere, ma anche i rifiuti ingombranti. Abbiamo chiamato e scritto più volte ad Attiva, ma non è mai stato fatto nulla».
«Di notte», aggiunge Giovanni Iuliani, «qui è un ricettacolo di tossicodipendenti, assistiamo a furti continui nei garage. Non c’è la luce, perché i lampioni presenti non sono mai stati collegati. C’è soltanto un unico palo acceso, ma che riesce a illuminare soltanto gli ingressi dei palazzi vicini, lasciando gli altri completamente al buio. Insomma lo Stato ci ha abbandonato tra il degrado».
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