I residenti: «San Silvestro ora è un paese fantasma»

Gli abitanti lamentano la carenza dei servizi: mancano anche medici e negozi Un disabile: «Non posso andare in chiesa, troppe barriere architettoniche»
PESCARA. Rocco, disabile, vive a San Silvestro da 50 anni ma dice di «non essere mai riuscito ad andare in chiesa» perché quegli otto scalini sono un traguardo insormontabile e con la carrozzella spesso «affondo nelle buche» disseminate lungo le strade del colle «dove gli scivoli sono quasi del tutto assenti». «Quando non piove gli anziani si riuniscono nella piazzetta» che separa la chiesa dalle scuole del comprensivo 6, Cascella e Lionni, «perché non hanno più il loro centro sociale» riferiscono i cittadini del borgo un tempo conosciuto come la terrazza sull'Adriatico per la suggestione del panorama sul mare.
I residenti da anni non lamentano più gli effetti devastanti delle antenne della telefonia, che però ancora svettano all'orizzonte. Per chi ci abita e lavora, San Silvestro è «un paese fantasma», privo di tanti servizi. Alla caffetteria Sublime (sulle pareti esterne c'è una lapide dedicata ai caduti in guerra) di Marco Feliciani e Daniela Marinozzi, creatrice di monili d'artigianato, Roberto, poliziotto in pensione originario di Fontanelle; l'operatrice sanitaria Vittoria Tribuzio e una conoscente, Irene Cirillo, riflettono sul fatto che «a San Silvestro non c'è più nulla: abbiamo perso il medico di base e non sappiamo quando ne riavremo uno; l'edicola è sparita e la più vicina è al Villaggio Alcyone, così come hanno chiuso le due macellerie di Adriano ed Elio e la pescheria in via della Chiesa; anche la parafarmacia ha abbassato le serrande, c'è una farmacia vicino le Poste». E ancora: «Non ci sono negozi di abbigliamento per bambini, non c'è una merceria, né un bagno pubblico», fanno notare le residenti, che sottolineano: «Persino il comitato anti-antenne è scomparso, dei danni delle antenne non si parla più, anni fa era una protesta continua».
I giovani «scendono» a Pescara se vogliono divertirsi «perché qui non ci sono più i campetti di calcetto e bocce». Rocco Forlano, torinese, artigiano disabile con la passione della lavorazione di oggetti con la pasta di sale, racconta la sua odissea: «Da quando sono arrivato da Torino, 50 anni fa, non sono mai riuscito a mettere piede in chiesa a causa delle barriere architettoniche. Ci sono otto scalini da salire, ci hanno spiegato che non si possono fare gli scivoli perché l'edificio di culto è un bene tutelato dalla Sovrintendenza e non si possono toccare le infrastrutture». Lo conferma il parroco della chiesa San Silvestro Papa, don Maurizio Buzzelli: «La parrocchia risale al 1600 e la balaustra esterna ha oltre un secolo di vita. L'edificio è sotto la tutela dei Beni culturali, non possiamo toccare nulla. Persino per ripulire l'altare in marmo è stato necessario l'intervento della Soprintendenza. Comprendiamo il disagio di anziani e disabili che non riescono a salire i grandini, stiamo cercando una soluzione da anni, ma ci vogliono fondi, per realizzare certi tipi di interventi strutturali, che non abbiamo».
La tabaccheria di Massimo Marinucci è rimasta così, piccola e accogliente, come l'aveva fondata, nel 1830, la bisnonna Cesidia Nereo, poi presa in consegna da nonna Elvira, da mamma Filomena e papà Silvio Marinucci. «Quattro generazioni hanno portato avanti questa rivendita di tabacchi, la terza nata a Pescara», ricorda il titolare Massimo Marinucci da dietro il bancone, «un tempo era anche alimentari insieme alle botteghe delle famiglie Bellini e Seccia, dove gli operai «pagavano a fine mese quando prendevano la paga. Poi sono arrivati i supermercati. Un altro grande problema sono i parcheggi, troppo pochi durante gli eventi».

