I rifiuti otturano le fogne nei tubi ci sono i calcinacci

La scoperta durante i lavori anti allagamento in via Ruffilli e dietro alla pineta Cozzi: inciviltà fuori controllo, condotte intasate dalla spazzatura abbandonata
MONTESILVANO. Un salvadanaio di porcellana a forma di porcellino. È solo uno dei tanti oggetti trovati all’interno delle fognature e dei canali di scolo di Montesilvano dagli operai alla prese con una serie di interventi anti allagamento. La scoperta è stata effettuata in particolare in via Ruffilli, in pieno centro cittadino, dove l’amministrazione sta compiendo dei lavori per risolvere la problematica delle strade che si allagano al primo acquazzone. Ma all’origine dei disagi sembrano non esserci solo problemi legati alle condutture, troppo piccole o particolarmente vecchie, ma anche e soprattutto all’inciviltà di chi getta nei tombini ogni genere di rifiuto. Gli operai, infatti, oltre al salvadanaio a forma di porcellino, hanno ritrovato anche vecchi abiti, una scopa, vasi rotti o materiali edili.
La scoperta ha lasciato letteralmente di stucco non solo i lavoratori, ma anche gli stessi amministratori della città, troppe volte costretti a fare i conti con l’inciviltà dei propri concittadini, soprattutto in materia di rifiuti.
«Abbiamo avviato numerosi interventi per cercare di risolvere l’annosa problematica degli allagamenti di Montesilvano», afferma l’assessore ai Lavori pubblici Valter Cozzi. «Come ben sappiamo una città sul mare come la nostra ha più difficoltà nell’assorbimento dell’acqua durante le violenti precipitazioni. A questo si aggiunge un sistema di condotte idriche e fognature ormai antico. Ma di certo non avremmo mai potuto immaginare», prosegue, «di trovare tubi intasati da oggetti come vasi e salvadanai gettati, evidentemente, da incivili cittadini. Ci sembra assurdo che qualcuno abbia pensato di disfarsi di antichi oggetti, buttandoli all'interno di tombini senza alcun rispetto per la città e per i propri concittadini e senza calcolare le conseguenze che oggi invece sono sotto gli occhi di tutti».
Gli interventi in via Ruffilli sono solo alcuni dei lavori promossi in città per far fronte al problema degli allagamenti. Tra questi, ad esempio, quelli condotti a Villa Carmine, nella zona artigianale della città, dove sono stati liberati i fossi naturali, o in via Lugano, dove è stata realizzata una condotta, o ancora in via Bradano, Timavo e Simeto, dove gli interventi sono imminenti. «Anche nella zona del retropineta», conclude Cozzi, «abbiamo trovato veri blocchi di cemento e materiali di ogni genere che ostacolavano il naturale deflusso delle acque. Un’intensa attività, complessa e articolata che necessita di tempo ma che abbiamo finalmente avviato, con l’obiettivo di risolvere una questione molto delicata per la città».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

