I ristoranti fanno il pieno: mai vista così tanta gente

Tutto esaurito in centro e a Pescara vecchia. Ma da corso Manthoné arrivano le critiche: decorazioni scarse e tardive, trattati come una periferia anche da questa amministrazione
PESCARA. Tutto esaurito nei ristoranti di Pescara per la notte di Capodanno. Sono tantissime le persone che hanno scelto di festeggiare l’inizio del nuovo anno al di fuori delle mura domestiche.
Tra i punti fermi della ristorazione del centro città, Locanda da Pia in via Piave ha fatto il pienone con 65 coperti. «Anche quest’anno», spiega la titolare Maria Pia Melena, «abbiamo registrato il tutto esaurito. Già prima di Natale avevamo chiuso le prenotazioni. Oltre agli abituali, molti i nuovi clienti provenienti anche da fuori città che ci hanno scelto».
Assolutamente positivo il bilancio per Hiroshima Mon Amour, ristorante di sushi di viale Regina Margherita. «È ormai il sesto capodanno che festeggiamo», racconta Riccardo Ferrara. «Quasi tutte le prenotazioni erano stabilite già dall'inizio delle festività, ma non sono mancate quelle dell'ultimo momento, registrate nella settimana precedente. Ottimo il riscontro nel nuovo ristorante che abbiamo aperto da poche settimane, a pochi passi da Hiroshima. Anche da Madre, infatti, sono state molte le persone che hanno optato per la nostra offerta gastronomica. In tutto il mese di dicembre abbiamo notato in centro un movimento maggiore, culminato il primo gennaio quando si è riversata tantissima gente, come non ne avevamo vista da tanto tempo».
Molto bene le novità gastronomiche del centro. Aperto da qualche mese Nole, ristorante e bistrot dello chef Daniele D'Alberto ha registrato «numeri, direi quasi inaspettati», commenta. «Già dalla mattina del 31 al bistrot non ci siamo fermati un attimo per le colazioni. Poi la sera tra i clienti più fedeli e i tanti nuovi avventori abbiamo riempito sia il ristorante che il bistrot con circa 60 coperti».
In linea con gli anni passati il Capodanno di Bistrot Brancaleò. «Nella settimana prima di Natale avevamo già chiuso tutte le prenotazioni», sottolineano Filippo Basile e Christian Orlandi. «Abbiamo notato, però, un minore passeggio rispetto ai Capodanni precedenti. Nel dopo cena, negli anni passati tante persone avevano affollato il centro, cosa che quest’anno non si è verificata. Nel complesso però tutto il mese di dicembre è stato sicuramente molto popolato».
Pienone anche nella zona di Pescara vecchia, dove i numerosi ristoranti presenti hanno offerto la loro formula di festeggiamento. Quasi settanta i clienti, molti provenienti da fuori città, che hanno celebrato l’ultima notte dell'anno da Casa Flaiano. «Nella settimana di Natale avevamo esaurito i posti a disposizione», dichiara il titolare Riccardo Martini, «ma abbiamo continuato a ricevere telefonate fino all’ultimo secondo. Una è arrivata addirittura alle 20,15 del 31 dicembre. In molti ci hanno raggiunto dall’entroterra. L’età è stata assolutamente variegata. Tutto il mese di dicembre, soprattutto grazie alle cene aziendali, è stato molto positivo».
«L’unico rammarico», fa notare Martini, «è che anche in questa occasione la nostra zona è stata poco valorizzata dall’amministrazione comunale. Le luminarie natalizie, ad esempio, le hanno montate solo pochissimi giorni prima di Natale e solo dopo numerosi solleciti da parte di noi gestori».
Della stessa opinione Antonello Argento, contitolare del ristorante Darò su corso Manthonè. «Il Capodanno è andato benissimo, con i nostri 75 coperti. L’ottanta per cento era stato già prenotato da molto prima di Natale. Tuttavia, come al solito, l’amministrazione comunale, e non mi riferisco solo all’attuale, ma anche a quelle passate, ha abbandonato quella che dovrebbe essere la bomboniera di Pescara, trattandola come una zona periferica. Piazza Salotto è stata arricchita da eventi e luminarie, mentre qui», conclude Antonello Argento, «hanno montato solo pochi giorni prima di Natale le decorazioni natalizie, alle quali noi ristoratori abbiamo dato un contributo economico».
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