I ristoratori contro Masci: «Non fateci fare gli sceriffi»

22 Ottobre 2020

Vertice online tra sindaco e associazioni dopo la stretta sugli assembramenti

PESCARA. «Siamo ristoratori, non sceriffi». È un grido di aiuto quello lanciato dai titolari delle attività contro il rischio di ritrovarsi con gli ingressi sbarrati nelle aree calde della movida dopo l’aut aut del sindaco Carlo Masci che, in caso di inosservanza delle regole anti contagio anche all’esterno degli esercizi commerciali, nelle strade del passeggio affollate soprattutto il venerdì e il sabato sera, non ha escluso il ricorso a mini zone rosse.
Una richiesta di soccorso da parte dei proprietari dei locali del centro, tra piazza Muzii e via Cesare Battisti, e di Pescara Vecchia, tra corso Manthoné e via delle Caserme, alla luce del momento storico drammatico e delle ultime restrizioni imposte con il Dpcm di domenica sera, ma anche un’esortazione a non demonizzare un intero comparto che in queste ore sta facendo i conti con le riduzioni degli orari, con l’obbligo di servire cibo e bevande al tavolo (a partire dalle ore 18) e con il limite massimo di sei persone a tavolo. I rappresentanti delle associazioni di categoria Cna, Confcommercio, Confartigianato, Confesercenti, Pescara Viva e Viviamo Pescara ieri mattina si sono confrontati in streaming con il sindaco e con l’assessore al commercio Alfredo Cremonese in merito alle ultime disposizioni emerse dopo la riunione del comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica.
«Abbiamo apprezzato che il sindaco voglia temporeggiare prima di assumere decisioni drastiche e che abbia chiesto la nostra collaborazione», sottolinea Carmine Salce (Cna), «ma le imprese sono sempre state ligie nel rispettare anche i protocolli più stringenti. Il problema non è dentro ai locali, ma fuori. Non possiamo essere i responsabili delle mancate distanze o dell’assenza di mascherine all’esterno. Su questo aspetto è fondamentale la collaborazione delle forze dell’ordine». Un concetto ribadito anche da Mario Palladinetti (Pescara viva) e Fabrizio Vianale (Confartigianato). «Sia Pescara Vecchia e sia piazza Muzii», spiega Palladinetti, «sono luoghi creati per la passeggiata. I locali sono arrivati dopo. Come possiamo fare noi esercenti a impedire alle persone di riunirsi anche solo per fare quattro passi? Sono ormai cinque mesi che facciamo rispettare le distanze all’interno e intorno ai tavoli, ma il problema si pone fuori dove la gente si incontra, chiacchiera e inevitabilmente si assembra. Ci siamo dotati di una vigilanza privata, ma da sola non basta». «Non possono essere le imprese a pagare per i comportamenti scorretti degli utenti della strada», evidenzia Vianale chiedendo alle forze dell’ordine di «canalizzare all’esterno i loro sforzi». «Nell’ipotesi peggiore di non riuscire a gestire i flussi della movida», aggiunge il direttore di Confartigianato, «per evitare un nuovo lockdown abbiamo proposto di istituire gli ingressi limitati in queste strade, un po’ come avveniva nelle discoteche con i contapersone, in modo da scongiurare il rischio di assembramenti incontrollati».
Un altro nodo ha riguardato il consumo sul posto: il sindaco e l’assessore hanno chiarito che è consentito a gelaterie, pizzetterie, gastronomie e altre attività artigianali di lavorare dalle 18 alle 24 senza effettuare il servizio al tavolo, ma consentendo il consumo sul posto o l’asporto. La Confcommercio, attraverso il vicepresidente Riccardo Padovano, suggerisce di «allargare le maglie dell’occupazione del suolo pubblico oltre il limite del 50 per cento concesso la scorsa estate, in modo da poter sistemare più tavoli alla giusta distanza». «Un’ottima soluzione», aggiunge, «arriverebbe dalla sistemazione dei dehor, ma anche dalla presenza costante delle forze dell’ordine in strada, un deterrente per qualsiasi comportamento fuori dalle regole. Mi appello infine al senso di responsabilità di ognuno di noi: uno strumento che ci consente di vivere, affrontare il virus e conviverci senza ammalarsi».
«Il confronto è stato molto costruttivo», rimarca Marina Dolci (associazione Viviamo Pescara), «il sindaco ci ha intimato di fare attenzione e far rispettare le regole non solo nelle strade della movida, ma anche in via Roma, via Trento e nelle altre zone di Pescara perché dovunque c’è il rischio di creare assembramenti. Per questa ragione gli associati devono riconteggiare gli spazi all’interno delle attività, verificare in base alle dimensioni quante persone possono ospitare e infine apporre la nuova cartellonistica».
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