I senegalesi: «Un’area per lavorare Non vendiamo più merce taroccata»

1 Settembre 2015

Banchi per metà vuoti al bazar etnico della stazione, gli ambulanti sono impegnati sulle spiagge Si attende il trasferimento in via de Gasperi: «Adesso tocca al Comune fare la sua parte»

PESCARA. «Noi non ospitiamo più prodotti contraffatti». Come a dire: noi, la nostra parte, l’abbiamo fatta. Ora spetta al Comune trovarci la sistemazione. Ha riflettuto così, ieri mattina - tra i banconi ormai pieni solo a metà, se non ancora meno, visto che i colleghi erano al lavoro a vendere la mercanzia sulle spiagge - Abramo Fal, uno dei rivenditori senegalesi del mercatino etnico, del quale è stato rinviato sine die il trasferimento inizialmente previsto da un’ordinanza sindacale.

E ieri mattina, vuoi per l’eliminazione della merce contraffatta, vuoi per la vendita che d’estate si sposta tutta o quasi al mare, i banconi del mercatino erano praticamente vuoti, con pochi clienti a dare un’occhiata qua e là. «Attualmente non sappiamo ancora niente», continua Fal, mentre una signora che si tira appresso un carrello per la spesa, gli chiede di reinserire una batteria al suo orologio. «Non è quindi successo ancora niente», continua Fal, «ma noi chiediamo solo di lavorare». Un giro tra le bancarelle ieri mostrava dei trolley, delle scarpe da ginnastica, degli occhiali da sole in plastica, dei giubbini invernali con cappucci, degli orologi, dei tipici oggettini etnici e poco più, tra i rivenditori che cercano di accaparrarsi i pochi avventori.

Un clima d’attesa, dunque, anche dopo l’incontro che si è tenuto nei giorni scorsi in municipio, tra l’ambasciatore senegalese Mamadou Saliou Diouf, il sindaco Marco Alessandrini, l’assessore alle politiche sociali Giuliano Diodati e Luna Mbaye, il quarantaquattrenne presidente di Alis, l’associazione lavoratori immigrati senegalesi, ormai trapiantato in Italia da 25 anni circa. «Ma certo», chiarisce Mbaye. «Mica l’ambasciatore è venuto a Pescara per parlare con l’amministrazione del mercato. L’ambasciatore sta girando per tutta l’Italia, per tutt’altre questioni, come quella relativa ai passaporti biometrici e del mercatino non sapeva nulla». E se per il momento l’amministrazione ancora non sembra aver fissata una data per il trasferimento del mercatino, che dovrebbe collocarsi in un’area di via de Gasperi, a ridosso della ferrovia, Mbaye indossa subito gli abiti del mediatore, di fronte alla questione del bando del Comune per il nuovo mercato, che dovrebbe contenere 90 posti, a fronte dei 300 circa che lavorano nel mercatino della stazione. «Intanto io so che i banconi attuali sono ufficialmente 120», chiarisce il leader senegalese. «E comunque», aggiunge, «anche se dovessero essere 90 i nuovi posti, si potrà fare in modo che invece di disporre di tre metri di spazio per ciascuno, ci si potrà ridurre a due. Mica dalla vita si può ottenere tutto», sottolinea Mbaye. «L’importante», conclude, «è che non ci siano scontri sociali».

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