I senza fissa dimora potranno avere medico e cure dalle Asl

3 Marzo 2023

I consiglieri del Pd illustrano la norma esempio di solidarietà Pepe: «Un risultato importante per chi vive nella fragilità»

L’AQUILA. Approvata all’unanimità dal Consiglio regionale del 28 febbraio scorso la proposta di legge presentata dai consiglieri regionali del Partito Democratico, primo firmatario Dino Pepe, che prevede per i cittadini italiani senza fissa dimora, privi fino ad ora di qualsiasi assistenza sanitaria, la possibilità di iscriversi nelle liste degli assistiti delle Aziende sanitarie locali e di effettuare la scelta del medico di base, nonché di accedere alle prestazioni essenziali garantite a tutti i cittadini. Ieri mattina, nella sala Fabiani dell’Emiciclo, i consiglieri Pepe, Silvio Paolucci, Antonio Blasioli, Pierpaolo Pietrucci e Americo Di Benedetto hanno presentato in conferenza stampa gli elementi fondamentali della nuova legge.
LO SCOPO.
«Un risultato importante che fa fare alla nostra Regione un passo in avanti nei confronti di chi vive situazioni di fragilità e potenzia la medicina del territorio. Fino ad oggi, in Abruzzo, i cittadini senza fissa dimora erano costretti, per qualsiasi necessità, a rivolgersi alle strutture ospedaliere», commentano i consiglieri.
«Con questa legge e la possibilità di scegliere un medico di base questi cittadini saranno facilitati nell’accedere alle prestazioni sanitarie e non andranno ad appesantire, sia sotto il profilo numerico che economico, le strutture di pronto soccorso e ospedaliere. Quello dell’assistenza sanitaria per i senza dimora è un argomento molto serio che andava affrontato e risolto. Oggi, a finire per strada sono soprattutto le persone diventate povere per tante e diverse ragioni, circa 60.000 italiani, che per la normativa in vigore, avendo perso la casa hanno perso anche la residenza e dunque anche il medico di base» proseguono i consiglieri dem.
«Ringrazio il presidente del Consiglio e tutti i consiglieri regionali che, con il proprio sostegno, hanno scelto di colmare una lacuna e introdurre uno strumento necessario, in ambito sanitario, per eliminare disparità tra i cittadini, in piena sintonia con il dettato Costituzionale. Da oggi l’Abruzzo, insieme ad altre grandi regioni come l’Emilia Romagna e la Puglia, si è dotata di una legge apposita per assicurare assistenza sanitaria ai senza fissa dimora, mostrando a chi vive condizioni di difficoltà il volto umano delle Istituzioni» conclude Pepe.
SCHIAFFO EVITATO.
È certamente la più solidale e democratica delle leggi approvate dal Consiglio regionale abruzzese. L’ha proposta il Pd ma è toccato alla maggioranza di centrodestra decidere se approvarla oppure gettarla nella spezzatura, così come accade agli uomini e alle donne ai quali la legge si rivolge. Dopo un numero record di rinvii, la legge è stata però finalmente approvata evitando l’ennesimo schiaffo all’etica.
Riconoscere ai cittadini italiani senza dimora, privi di qualsiasi assistenza sanitaria, la possibilità di iscriversi nelle liste degli assistiti delle Asl ed effettuare la scelta del medico di base, nonché di accedere alle prestazioni garantite dai Livelli essenziali di assistenza (Lea): è questo il contenuto della norma che porta la firma dei consiglieri dem.
«L’assistenza sanitaria per i senza dimora è un argomento che va affrontato e risolto. Oggi, a finire per strada, sono soprattutto le persone diventate povere e, per la normativa in vigore, se perdi la casa perdi anche la residenza e dunque anche il medico di base», avevano spiegato già un anno fa i proponenti. «È una stortura normativa che va a danno dei più fragili e va assolutamente cambiata perché riguarda tante persone che, per i più svariati motivi, si ritrovano senza un tetto e spesso a non avere più niente. A queste persone, viene tolto anche il medico di base, mettendoli ai margini di una società di cui sono invece parte, cosa che è inaccettabile».
IL RISPARMIO.
Solidarietà verso i soggetti più vulnerabili ma anche risparmio di risorse pubbliche perché la norma consente un sostanziale taglio alle spese per il sistema sanitario regionale, in quanto tende, inevitabilmente, a diminuire il frequente ricorso dei senza dimora ai servizi di emergenza, «producendo, di conseguenza, un positivo risparmio di risorse, oltre a una diminuzione degli accessi impropri al pronto soccorso degli ospedali». (l.c.)