I sindaci dell’area vestina in lotta per l’ospedale

Penne. Incontro convocato da Semproni sull’accorpamento estivo dei reparti Il direttore sanitario smorza le polemiche: «Manterremo funzioni importanti»
PENNE. Un incontro con tutti i sindaci dell'area vestina e dei paesi limitrofi. Lo ha convocato il sindaco di Penne, Mario Semproni, che ha deciso di sostenere il gruppo "Salviamo l'ospedale di Penne" e ha promosso un tavolo di lavoro che si riunirà oggi alle 10 a Palazzo di città.
«Proporremo di organizzare una manifestazione di protesta dinanzi alle sedi istituzionali dove, a breve, saranno esaminate e decise questioni importanti, relative ai tagli indecenti che si continuano a promuovere a discapito del nostro diritto alla salute», hanno annunciato i portavoce del gruppo di protesta che è nato su Facebook e conta 2300 iscritti. «Sarà necessaria una partecipazione popolare massiccia che dovrà vedere schierati in prima fila i nostri sindaci», aggiungono i promotori della contestazione. «Dietro di loro dovrà anche esserci una folla di gente che, pacificamente ma con determinazione, dimostri che i tempi della tolleranza sono finiti».
Dal primo luglio, fino a fine agosto, all'ospedale San Massimo sarà promosso un accorpamento dell'area medica, con i reparti di Geriatria, Medicina e Cardiologia, che avranno appena 30 posti letto a disposizione in totale. Il taglio è stato ridimensionato rispetto alle disposizioni iniziali che prevedevano un accorpamento dell'area medica per tutto il periodo estivo: da giugno a settembre. Poi, però, c’è stato il passo indietro. «L'accorpamento nei soli mesi di luglio ed agosto», spiega il direttore sanitario Rossano Di Luzio, «è stato possibile inserendo l'attività di day hospital e day surgery nei reparti di degenza e non in spazi autonomi. In questo modo, con un trasferimento temporaneo di alcune risorse infermieristiche, potremo mantenere durante il periodo estivo funzioni importanti come la sala gessi, la degenza chirurgica e la terapia intensiva post operatoria». Di Luzio ricorda che in passato, nel mese di agosto, «alcuni reparti erano chiusi ed altri ridotti. Di certo monitoreremo il movimento di malati».
Da Di Luzio arrivano poi delle rassicurazioni. «È sbagliato far passare l'idea che il sottoscritto voglia chiudere l'ospedale», dice. «In circa quattro anni il San Massimo è stato dotato di arredi di degenza nuovi (letti elettrici), sono state riverniciate tutte le aree di degenza del vecchio padiglione, è stata installata la nuova tac, ci sono ascensori nuovi, un ecografo di ultima generazione e altro ancora», conclude Di Luzio per smorzare le polemiche.
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