I terremotati che ricambiano l’aiuto

Giovani e non dall’Aquila nelle zone devastate per portare viveri e vestiti
AMATRICE. Terremotati che aiutano terremotati. Ad Amatrice tanti aquilani sono impegnati a dare una mano. «Abbiamo preso alcuni viveri e siamo scappati ad Amatrice», raccontano Riccardo Brizzi, Silvia Wilczynska, di origine polacca, Alija Buran, macedone, Luca Mancini e Fabio Falasca.
Sono arrivati dall’Aquila su un furgone della ditta Forcona srl, impegnata nella ricostruzione all’Aquila, Lucoli, Monticchio e Collebrincioni.
«La gente di Amatrice ci ha aiutato dopo il 6 aprile», ricordano, «e noi ci siamo sentiti in dovere di ricambiare e siamo scappati ad aiutarli. Con Amatrice ci lega un forte legame. Subito dopo la scossa ci siamo dati da fare per trovare viveri e beni di prima necessità. Ma quando siamo arrivati nel borgo abbiamo anche scavato alla ricerca dei dispersi. Terremotati che aiutano i terremotati. Una bella cosa, vero?».
Fuori dal palazzetto dello sport di Amatrice, dove è stato allestito un centro di prima accoglienza e dove sono stati raccolti beni di ogni tipo, c’è un gruppo di giovani arrivato sempre dall’Aquila.
«Non apparteniamo ad alcuna associazione di volontariato», chiariscono Claudia Maurizi e Micol Califono, «abbiamo agito in modo spontaneo, per solidarietà. Non potevamo lasciare da sole queste persone. Loro, nel nostro terremoto, non l’hanno fatto. Abbiamo raccolto beni di prima necessità e stiamo aspettando che ci dicano dove dobbiamo consegnarli».
All’Aquila stanno operando anche 70 finanzieri del Comando regionale Abruzzo, insieme a quelli del Soccorso alpino delle Fiamme gialle di Roccaraso e dell’Aquila. Tra loro Paolo Passalacqua, comandante del nucleo di Soccorso alpino della Finanza dell’Aquila.
«Siamo arrivati subito dopo la scossa», racconta Passalacqua, «c’erano caos, macerie e persone che strillavano. Sono rimasto sconvolto perché Amatrice era una bomboniera e non è rimasto niente. Non ci siamo fermati un istante e lavoriamo tra mille difficoltà, perché gli spazi per operare sono limitati. Ho vissuto il terremoto dell’Aquila e sto riprovando le stesse, terribili sensazioni». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

