I titolari dei locali da ballo: «Buttafuori e cene spettacolo per garantire la sicurezza»

8 Luglio 2020

Stabilimenti e discoteche replicano alla linea dura annunciata dal questore  «Il distanziamento? Si possono fare musica e animazione senza togliere i tavoli»

PESCARA. Conciliare la voglia di trascorrere una serata di divertimento, a cielo aperto e di lasciarsi trasportare dalla musica, sia con le disposizioni stabilite dall'ordinanza regionale, che indica alle discoteche abruzzesi i protocolli da seguire anti Covid, che con i controlli rigidi messi in campo dalle forze dell'ordine.
È la sfida difficilissima per i gestori degli stabilimenti balneari che lungo la riviera pescarese organizzano le serate danzanti. La notte tra sabato e domenica scorsi è stato il primo banco di prova per i locali, ma anche la prima dimostrazione della linea durissima annunciata e confermata dal questore Francesco Misiti.
Megafono alla mano, gli uomini delle forze dell'ordine hanno battuto tutta la riviera controllando stabilimento dopo stabilimento il rispetto delle regole anti Covid, oltre alla somministrazione di alcolici ai minori. L'ordinanza 74 con cui il presidente regionale Marco Marsilio, in anticipo di ben un mese rispetto alle disposizioni nazionali, ha dato il via libera all'apertura delle discoteche, dispone un protocollo di sicurezza ben preciso. Gli utenti devono indossare le mascherine al chiuso e all'aperto laddove non si possa garantire la distanza di almeno un metro. Due nella pista da ballo.
Per il consumo delle bevande vietati il bancone, ma anche tutti quei punti dove non si riesca a mantenere la distanza di almeno un metro con gli altri clienti. La formula che al momento sembra vincente è quella della cena spettacolo, vale a dire una cena seduti al tavolo, rigorosamente su prenotazione, animata da gruppi live, dj o da karaoke. Chi ha scelto questa linea è riuscito a contenere i numeri, ma anche a limitare il più possibile i potenziali assembramenti all'interno del locale.
«Il sabato organizziamo una cena con musica con prenotazione per un massimo di 200 persone», spiega Tania Zamponi, titolare insieme al marito Fabrizio Beneventani di Baja la Maja sulla riviera nord.
«L'ingresso è consentito solo con mascherina e a chi non l'aveva sabato scorso l'abbiamo consegnata gratuitamente. Abbiamo sistemato i tavoli senza mai toglierli, come invece accadeva nelle stagioni passate. Alle 3 meno dieci, abbiamo staccato la musica. Erano presenti cinque buttafuori per garantire la sicurezza e il rispetto delle regole, ma alla luce dei controlli che hanno fatto sabato abbiamo deciso di avere ancora più accortezze. Metteremo due persone in più». Per il momento pur avendo a disposizione due serate, da ordinanza comunale, con orario flessibile fino alle 3, Fabrizio e Tania hanno deciso di farne una sola il sabato, rinunciando al giovedì Maja, appuntamento ormai immancabile per i pescaresi da ben 15 anni. «Mentre la clientela del sabato va dai 35 anni in su», confessa Tania, «quella del giovedì riguarda la fascia tra i 18 e i 30 anni, decisamente di più difficile gestione, quindi per il momento non ci siamo sentiti di riproporla». Clientela dai 30 in su anche per il Pepito Beach, sempre lungo la riviera nord, che il venerdì sera riporta indietro negli anni 90. «Abbiamo seguito i protocolli alla lettera», dichiara Alessio Rulli, gestore della serata. «L'ingresso è consentito solo con prenotazione del tavolo per la cena o per il dopo cena. Non abbiamo avuto nemmeno problemi di file all'esterno perché abbiamo fatto una chiara comunicazione. Abbiamo 12 buttafuori che si adoperano per far rispettare le distanze. Al momento abbiamo deciso di organizzare solo una serata a settimana fino alle 3. Proporremo qualche live il giovedì, ma restando più stretti con gli orari».
Ingressi consentiti solo su prenotazione pure al lido Azzurro sul lungomare Papa Giovanni XXIII.
«L'ingresso è aperto per chi ha il tavolo prenotato e per il dopo cena solo in caso di posti ancora disponibili», afferma uno degli organizzatori, Danilo Tocco. «Prima di entrare, un buttafuori misura anche la temperatura. Ci limitiamo a organizzare una cena con animazione e karaoke. Abbiamo evitato di allestire un bancone per evitare assembramenti vari, lasciando solo quello ampio dello stabilimento. In questo modo teniamo tutto sotto controllo e non ci troviamo a gestire i problemi legati ai grandi numeri». Se per la clientela più matura il rispetto delle regole è decisamente più semplice da seguire, per la categoria più giovane dei ventenni che per natura sono più istintivi e meno razionali, le cose si complicano, rendendo più difficile la gestione da parte degli organizzatori. È lo scotto che ha pagato Gaspare Sebastiani di Kalima, nel Lido San Marco che non ha superato i controlli di sabato scorso, riportando un provvedimento di chiusura delle attività musicali e danzanti per cinque giorni.
«Non ci sono le condizioni per riprovare a fare altre serate», sottolinea il titolare. «Per questa ragione ho deciso di non riorganizzarne altre fino al 31 luglio, data in cui dovrebbe concludersi l'emergenza sanitaria. È impossibile gestire ragazzi con un'età tra i 18 e i 23 anni. Noi non potevamo fare di più di quanto fatto. O si riapre nella normalità o non ha senso autorizzare una serata con norme così rigide».
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