I vaccini salvavita? Il costo è a carico dei pazienti allergici

27 Settembre 2015

Denuncia di Pettinari: costretti a pagare 250 euro a trattamento Ma per la Cassazione deve essere la Asl a sostenere le spese

PESCARA. Sei allergico alle punture di api e vespe e rischi uno choc anafilattico? Per comprare i vaccini salvavita devi pagare tu: il conto è di quasi 250 euro per un trattamento che va ripetuto nel corso dell’anno. Se tutto andrà bene, la Asl di Pescara ti ridarà i soldi fra tre mesi. Ma 250 euro non sono pochi e c’è chi, senza più un lavoro, ha dovuto interrompere le cure: «Una donna mi ha rivelato che, non avendo più i soldi e dovendo scegliere tra comprare i libri di scuola per la figlia e il vaccino per se stessa, ha scelto di acquistare i libri nella speranza di non essere punta», racconta il consigliere regionale del M5S Domenico Pettinari, autore di un’interpellanza al presidente Pd della Regione Abruzzo Luciano D’Alfonso per denunciare i «disagi» degli allergici al veleno degli imenotteri.

Le sentenze della Corte di Cassazione dicono che «tutti i farmaci indispensabili e insostituibili, tra i quali anche i vaccini antiallergici per i trattamenti di gravi condizioni o sindromi che esigono terapie di lunga durata, sono a carico del Servizio sanitario nazionale». E alle Asl di Chieti e L’Aquila funziona così: i vaccini sono a carico delle Asl. Non è stessa cosa a Pescara e a Teramo secondo Pettinari: «C’è una difformità di trattamento ed è assurdo. La Asl di Pescara e, recentemente anche quella di Teramo, obbligano i pazienti appartenenti ai loro comprensori a comprare i trattamenti di tasca propria per un costo medio di 250 euro. I pazienti ottengono solo successivamente e dopo un lungo e farraginoso percorso burocratico il rimborso della cifra». Chi compra due confezioni di farmaci può risparmiare quasi 100 euro ma spenderne circa 350 in una volta sola non è per tutti. «Invece», dice Pettinari, «le Asl di Chieti e L’Aquila, che hanno indetto delle gare per la fornitura autonoma per la riduzione dei costi, forniscono trattamenti solo ai pazienti che decidono di farsi curare nei centro allergologici pubblici dei loro comprensori». Il consigliere, che ha raccolto le proteste dei pazienti pescaresi che ieri in oltre 50 si sono presentati nella stanza del gruppo del M5S in Comune, chiede un intervento di D’Alfonso: «Il presidente può obbligare la Asl di Pescara ad adeguarsi. Faccia una direttiva già da domani. Se non lo fa, vuol dire che manca la volontà politica di affrontare il problema».

Secondo Pettinari, sarebbe possibile abbattere anche i costi dei vaccini: «I pazienti si trovano a pagare i vaccini a prezzi di listino. È uno spreco: ci vorrebbe una centrale unica degli acquisti su scala regionale, così si potrebbero evitare gli sperperi».

I pazienti difendono l’attività del reparto guidato dal primario Nicola Verna e Pettinari ne parla come «un centro d’eccellenza»: «Il reparto offre oltre 13 mila prestazioni all’anno con 3 mila pazienti seguiti e i numeri sono in crescita. Per questo il reparto va potenziato e non ridimensionato», dice il consigliere. Ma l’atto aziendale della Asl prevede un accorpamento tra Pneumologia e Allergologia che, finora, non è stato ancora eseguito. «Non vorrei che qualcuno volesse declassare il reparto ma, per ora, i vertici della Asl dicono che non succederà», dice Pettinari. Sulla stessa linea anche i pazienti.

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