I vertici del centrodestra convocano Masci: avanti uniti

Dopo l’inchiesta e gli arresti, la campagna elettorale è entrata nel vivo per il voto dell’anno prossimo E ieri mattina il confronto nella sede di Forza Italia con i parlamentari e i rappresentanti regionali
PESCARA. Dopo il ciclone della settimana scorsa per un presunto giro di cocaina e mazzette nel settore Lavori pubblici del Comune, il centrodestra convoca un vertice di domenica mattina, in tutta fretta, e si compatta attorno al sindaco Carlo Masci e alla sua maggioranza. L’arresto del dirigente Fabrizio Trisi, uomo di fiducia del primo cittadino, finito in carcere con l’imprenditore Vincenzo De Leonibus, che avrebbe beneficiato di una corsia preferenziale a Palazzo di città per gli appalti, ha rappresentato un vero e proprio scossone per il Comune della più grande città d’Abruzzo. Ecco perché i segretari regionali dei partiti di centrodestra hanno deciso due sere fa di convocare immediatamente un incontro, che si è tenuto ieri mattina nella sede di Forza Italia, dal quale è emersa la volontà unanime di Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lega e Udc di fare quadrato e di guardare avanti insieme, respingendo le richieste di dimissioni di Masci arrivate a gran voce dal centrosinistra, e dando invece un nuovo impulso alla campagna elettorale che in città è già cominciata da tempo, puntando molto proprio sui lavori pubblici.
Hanno parlato delle conseguenze della tempesta che ha investito il Comune i coordinatori regionali di Forza Italia e Fratelli d’Italia, rispettivamente i parlamentari Nazario Pagano e Etel Sigismondi, con i coordinatori provinciale e cittadino di Fdi Stefano Cardelli e Roberto Carota e l’onorevole Guerino Testa, il responsabile Enti locali della Lega Marcello Antonelli (in sostituzione di Luigi D’Eramo, assente per impegni di governo) con il coordinatore comunale Marco Di Giacomo, e poi Andrea Colalongo per l’Udc (al posto di Enrico Di Giuseppantonio), oltre a Masci. Il danno provocato dall’inchiesta ha più sfaccettature, è stato detto in maniera unanime: l’immagine dell’amministrazione e della coalizione esce fortemente penalizzata dall’operazione della Finanza “Tana delle tigri”, anche se - è stato sottolineato ieri - il livello politico del Comune non è coinvolto nell’inchiesta, che ha riguardato il personale di Palazzo di città. Le difficoltà dopo questo “stop” restano comunque innegabili, soprattutto perché manca un anno al voto della primavera 2024 (per le regionali e per le comunali), ma il centrodestra non vuole sfaldarsi, tanto che dai partiti è arrivata la garanzia di un sostegno immutato a Masci, con un “no” secco agli appelli del centrosinistra che ha invocato a più riprese le dimissioni. Nessun dubbio, quindi, sulla compattezza della coalizione. Anzi, come garantito nella riunione di ieri, il supporto all’amministrazione sarà anche maggiore, a livello regionale e parlamentare. Resta però il fatto che, sul fronte amministrativo, i progetti su cui stava lavorando Trisi vanno rivisti e approfonditi (attività già avviata in Comune) e sarà necessaria una corsa contro il tempo per non perdere i finanziamenti ottenuti. E non c’è tempo da perdere, è stato detto ieri, neppure per la nascita della nuova città di Pescara, rispettando la scadenza di legge (settembre 2023) per l’unificazione di almeno due servizi: solo così si potrà rinviare la fusione con Spoltore e Montesilvano al 2027.

