I vigili: troppe aggressioni I più ribelli? Sono le donne

24 Dicembre 2015

Parcheggiatore pestato, le forze dell’ordine raccontano le difficoltà quotidiane «Spesso i violenti sono incensurati, a rischio anche il personale degli autobus»

L’aggressore dice di essere stato provocato dall’ausiliario del traffico dopo la multa, e di aver perso il controllo. L’aggredito, finito in ospedale dopo il pugno e i calci ricevuti dall’automobilista fuori controllo, ha raccontato di aver temuto per la sua vita. Di certo, quello che è accaduto l’altra mattina nel parcheggio dell’area di risulta, è la sintesi di un fenomeno che si ripete sempre più spesso, come raccontano le cronache e come riferiscono gli addetti ai lavori, quelli con la divisa, dai controllori sugli autobus, ai parcheggiatori, fino alle forze dell’ordine.

Al comando della polizia municipale, costantemente a contatto con automobilisti e cittadini, raccontano che casi di aggressione ce ne sono quasi ogni mese, e il più delle volte ad opera di persone incensurate, giovani sui 20-30 anni che si vanno a compromettere per una multa al contrario del delinquente abituale, che se si ritrova la multa la prende e se ne va.

Racconta il maggiore Matteo Silvestris, responsabile del Nucleo operativo sicurezza stradale della polizia municipale: «La gente è diventata molto aggressiva, noi interveniamo spesso anche a difesa dei conducenti degli autobus, ad esempio, che vengono aggrediti. Sono episodi che purtroppo dobbiamo fronteggiare perché, ne va preso atto, accadono nel quotidiano. Le persone saranno anche piene di problemi, tutti conduciamo una vita stressata, ma non può essere una giustificazione per chi, com’è successo l’altra mattina, continua a picchiare una persona che è ancora a terra. Ma è un fenomeno molto peggiorato negli ultimi anni. Io sono 38 anni che faccio questo servizio», va avanti il maggiore, «e prima devo dire che c’era un rispetto che oggi non c’è più. Anzi, oggi si va proprio oltre, ma se non rispetti chi porta la divisa vuol dire che non rispetti le istituzioni e allora siamo nell’anarchia, il popolo diventa ingovernabile».

Ma chi sono i più “ribelli”? «Non si direbbe», risponde Silvestris, «ma sono soprattutto le donne. Oppure quelli che vengono a insultarci e a minacciarci perfino al comando, come il tipo che è venuto a dirci che ci sparava. Questo vuol dire che abbiamo superato ogni limite e allora ci vogliono pene esemplari. Capisco che per una leggerezza non si può rovinare una persona, ma se riaccade, allora gli si deve far pagare il vecchio e il nuovo. Perché così abbiamo perso ogni misura e per chi lavora per strada il rischio di venire aggredito è all’ordine del giorno».

Concorda il sovrintendente capo in servizio alla polizia stradale Orazio Colantuono, segretario provinciale del Siulp: «È vero, c’è una recrudescenza del fenomeno peggiorato da quando nel 2009, sull’onda emotiva degli avvenimenti di quel periodo, fu depenalizzato il reato di oltraggio. Questo vuoto normativo, con la crisi di questi ultimi anni, ha alimentato un atteggiamento di scarso rispetto. È chiaro che ci sono stati dei fatti, penso ai fatti di Genova, o al caso Cucchi, che hanno alimentato la corrente di pensiero di chi non riconosce più l’autorità della divisa, ma non può essere così. E dev’essere la legislazione a tutelare e a far rispettare i rappresentanti dello Stato che esercita la propria funzione per conto della collettività». ©RIPRODUZIONE RISERVATA