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24 Giugno 2018

PENNE. Una lettera scritta con il cuore. A 600 chilometri di distanza. I depotenziamenti dell’ospedale di Penne, in particolare quelli su Cardiologia, hanno suscitato l’indignazione e la...

PENNE. Una lettera scritta con il cuore. A 600 chilometri di distanza. I depotenziamenti dell’ospedale di Penne, in particolare quelli su Cardiologia, hanno suscitato l’indignazione e la preoccupazione di una signora residente a Milano e originaria di Penne che nel capoluogo vestino ha ancora i genitori, anziani e cardiopatici. Per questo, la signora Antonietta ha indirizzato una lettera al presidente del Consiglio, al ministro dell’Interno, dell’Economia, alla Regione Abruzzo e al Comune di Penne per chiedere «come si possa chiudere un ospedale nel centro di un vasto territorio, montano, tortuoso e con le strade disastrate. Sono nata a Penne e residente a Milano. I miei anziani genitori cardiopatici vivono a Penne. Non comprendo il criterio con il quale si chiudano gli ospedali. I miei genitori, da Collalto per recarsi a Penne impiegano 15 minuti. Chi vive a Farindola, Roccafinadamo, Villa Celiera, Brittoli e Corvara impiega fino a mezz’ora per Penne. Mia madre 2 anni fa con un infarto in corso è arrivata a Pescara in arresto cardiocircolatorio e l'hanno rianimata per miracolo. Ora ha bisogno di controlli mensili ma dal 29 giugno chiuderà la Cardiologia a Penne. Chi la porterà a Pescara?».