Il Bilancio va in aula ma la Cna attacca
Entra nel vivo la discussione sul bilancio regionale. E mentre la conferenza dei capigruppo presieduta da Giuseppe Di Pangrazio, ha stabilito che i lavori prendano il via lunedì 18 dicembre alle 10,...
Entra nel vivo la discussione sul bilancio regionale. E mentre la conferenza dei capigruppo presieduta da Giuseppe Di Pangrazio, ha stabilito che i lavori prendano il via lunedì 18 dicembre alle 10, con la convocazione della Commissione Bilancio per le audizioni, il presidente della Cna Abruzzo, Savino Saraceni, va all’attacco. «Pochi soldi agli artigiani», dice. Martedì 19, invece, alle 10.00 è convocato in seduta ordinaria e urgente il Consiglio regionale per l’esame del Documento di Economia e finanza regionale . Alle ore 17 è convocata la Commissione bilancio per il parere di merito. Giovedì 21 alle 10è prevista la seduta del Consiglio regionale per l’esame dei documenti contabili, con eventuale prosecuzione a venerdì 22 ed eventuale ulteriore prolungamento a sabato 23 dicembre.
Il presidente di Cna, Saraceni, riconosce alla Regione, e al lavoro dall’assessore al Bilancio, Silvio Paolucci, di aver colto due risultati positivi: «Si è ridotto l'indebitamento di 500 milioni e non sono stati contratti nuovi debiti». Poi puntualizza: «Ci aspettavamo che con la concessione da parte dello Stato di spalmare il debito residuo in 20 anni, ci fossero risorse da destinare a un settore come quello dell'artigianato che è il più disastrato tra i comparti produttivi abruzzesi, visto che dal 2010 a oggi ha perso 5.500 imprese e oltre 12mila addetti. Ovvero, tanto per fare paragoni, come se due Sevel avessero chiuso: e invece in bilancio per i piccoli non c’è nulla».
Il presidente di Cna, Saraceni, riconosce alla Regione, e al lavoro dall’assessore al Bilancio, Silvio Paolucci, di aver colto due risultati positivi: «Si è ridotto l'indebitamento di 500 milioni e non sono stati contratti nuovi debiti». Poi puntualizza: «Ci aspettavamo che con la concessione da parte dello Stato di spalmare il debito residuo in 20 anni, ci fossero risorse da destinare a un settore come quello dell'artigianato che è il più disastrato tra i comparti produttivi abruzzesi, visto che dal 2010 a oggi ha perso 5.500 imprese e oltre 12mila addetti. Ovvero, tanto per fare paragoni, come se due Sevel avessero chiuso: e invece in bilancio per i piccoli non c’è nulla».

