Il bosco Caracciolo rinasce con i rifugiati

7 Novembre 2015

PENNE. Prosegue il processo di integrazione dei 40 migranti, la maggior parte nigeriani tra i 18 e i 25 anni, che da settembre sono a Penne, ospitati dal Lapiss dalla coop Cogecstre. Assieme agli...

PENNE. Prosegue il processo di integrazione dei 40 migranti, la maggior parte nigeriani tra i 18 e i 25 anni, che da settembre sono a Penne, ospitati dal Lapiss dalla coop Cogecstre. Assieme agli operatori della Riserva naturale regionale, i giovani stranieri hanno intrapreso un percorso per la sistemazione e manutenzione dei sentieri e delle aree di pubblica utilità.

Da quando sono arrivati a Penne di certo non sono rimasti con le mani in mano e hanno tutti dato il loro contributo: dalla realizzazione del Fitodepuratore nell’area del Lapiss, con la piantumazione delle specie vegetali fitodepuranti come il giglio d’acqua, la tifa e la cannuccia di palude, alla riapertura del primo tratto della strada delle cascatelle; dalla sistemazione di due bruttissime frane in contrada Collalto al lavoro periodico nella stazione ornitologica della Riserva.

Da qualche giorno la poderosa squadra di lavoro dei migranti é impegnata a sistemare la rete dei sentieri del Parco Caracciolo di Penne. «Si tratta di lavori per il recupero funzionale dei vecchi sentieri compromessi a causa della caduta di rami ed alberi durante la copiosa nevicata dell’inverno scorso», spiega il presidente della Cogecstre Fernando Di Fabrizio. Addirittura grazie al lavoro dei giovani rifugiati potrebbe finalmente realizzarsi un vecchio progetto risalente a qualche tempo fa, quello del sentiero Serafino Razzi, che prevede un collegamento del Museo archeologico con la Riserva naturale Lago di Penne attraverso un percorso che dal bosco Caracciolo prosegue lungo il fosso della Sardella, a fianco della splendida e antica Fonte Nuova, fino a raggiungere la zona della pinetina della Diga.

«Il bosco Caracciolo rappresenta un polmone verde nel centro storico di Penne. Con il lavoro volontario dei giovani stranieri sarà possibile riaprire al vasto pubblico l’accesso del Parco storico. L’intervento, seguito dai tecnici del Comune di Penne e dagli esperti della Cogecstre, prevede la rimozione delle masse vegetali che verranno triturate sul posto e sistemate lungo l’articolato sentiero che conduce il visitatore nei luoghi più remoti del bosco», chiosa Di Fabrizio.

Francesco Bellante

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