Il calendario venatorio spacca le associazioni della caccia

25 Settembre 2018

TERAMO. Calendario venatorio, Ivano Cirese ed Ermano Morelli, rispettivamente presidenti regionali di Enalcaccia Abruzzo e Federcaccia, prendono posizione a favore dell’ultimo ricorso al Tar. E...

TERAMO. Calendario venatorio, Ivano Cirese ed Ermano Morelli, rispettivamente presidenti regionali di Enalcaccia Abruzzo e Federcaccia, prendono posizione a favore dell’ultimo ricorso al Tar. E rifilano bacchetate al presidente provinciale di Enalcaccia.
«Federcaccia si è opposta al ricorso del Wwf sapendo che la Regione è in linea con i desiderata delle associazioni che cercano di ostacolare la stagione venatoria e che hanno l’obiettivo di non aprire la caccia nel mese di settembre, cosa invece prevista dalla legge (la 157 del 92 e la 10 del 2004)», esordiscono i due presidenti. «Il ricorso ad opponendum che Federcaccia ha prodotto», proseguono, «ha fatto sì che il Tar abbia avuto i dati corretti che hanno fatto, in concreto, rigettare nella quasi totalità il ricorso ambientalista. Un ricorso importante, tanto che l’assessore Dino Pepe ha pubblicamente ringraziato Federcaccia per il prezioso contributo apportato nella discussione al Tar». Ma la partita non è ancora finita perché Federcaccia ha provveduto a presentare anche un secondo ricorso al Tar «per ripristinare la legalità e tornare ad essere una Regione al passo con le altre Regioni italiane in linea con le leggi sopra richiamate», affermano Cirese e Morelli. «L'invito che facciamo a Giuseppe Olivieri, Massimo Sordini e Gabriella Piccinini è quello di leggerlo affinché si rendano conto che Federcaccia tutela caccia e cacciatori nel rispetto delle leggi, della Costituzione, dell’ambiente e della fauna». I due presidenti poi allargano il discorso: «Un punto non meno importante che vogliamo suggerire ai responsabili provinciali di Enalcaccia, Libera Caccia e Arcicaccia, è quello di informarsi sulle posizioni dei loro organismi regionali perfettamente in linea con quelle di Federcaccia e che sono state ufficializzate nella Consulta regionale di aprile. In quell'occasione è stato aspramente criticata la bozza di calendario venatorio presentata dall'assessore Pepe e all’unanimità, con agricoltori, ambientalisti, rappresentanti di Parchi e Province, hanno ottenuto che l’Ufficio caccia regionale adeguasse il calendario ai suggerimenti dei portatori di interesse. Sempre all’unanimità fu chiesto a Pepe di assumere l’impegno di riportare in Consulta il calendario definitivo. Mai promessa fu più disattesa, la Consulta non è stata più convocata, e quindi l’attuale calendario venatorio è privo del parere dovuto e pertanto illegittimo». Arriviamo alla conclusione: «I rappresentanti provinciali delle tre associazioni hanno preso le distanze non da Morelli e Federcaccia, ma hanno rotto definitivamente il collegamento con la caccia e i cacciatori. Ci è parso giusto chiarire la posizione di Federcaccia ed Enalcaccia per tutelare i diritti dei cacciatori e non, come asserisce qualcuno, di voler far politica. Fa politica invece chi diventa sponda dell'assessore, a prescindere dalla tutela di caccia e cacciatori». (c.s.)