Il campanile tornerà a suonare: lavori per oltre un milione

Ottenuto lo sblocco del finanziamento concesso nel 2017 L’assessore: «Gli angolani vogliono risentire le campane»
CITTÀ SANT’ANGELO. Il campanile della collegiata di San Michele Arcangelo è pronto a tornare al suo antico splendore, grazie a un intervento di ristrutturazione che dovrà liberarlo dall'imbracatura in cui si trova adesso.
Ieri mattina l'assessore comunale Marcello Di Gregorio, accompagnato dal parroco don Lorenzo Di Domenico, ha incontrato all’Aquila il segretario regionale dei Beni Culturali Nicola Macrì unitamente al Rup Angelo Ciannella, per ottenere lo sblocco di un finanziamento di 1,2 milioni di euro, concesso nel 2017 dal Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica).
Si tratta di una somma che per anni è rimasta latente e che l'assessore Di Gregorio è andata a ricercare, per poi richiederne lo sblocco. «Ringrazio il segretario Macrì e l’ingegner Ciannella per la disponibilità mostrata davanti alla nostra richiesta», tiene subito a puntualizzare Di Gregorio. «Sono riuscito a individuare questa somma relativa al secondo lotto di lavori previsti nella collegiata, di fatto stanziata ma mai utilizzata. Era stata concessa a seguito di un progetto presentato nel 2014, che però adesso dovrà per forza di cose essere modificato, anche alla luce degli eventi occorsi durante questi anni». Il riferimento dell’assessore è principalmente al terremoto che a cavallo tra il 2016 e il 2017 ha colpito Amatrice e che ha fatto sentire i suoi danni anche nel centro angolano. Da quel momento, l’intera torre campanaria, alta 47 metri e realizzata dal lombardo Antonio Da Lodi nel 1425, come testimoniano le due lapidi poste alla base, è stata imbracata e messa in sicurezza, ammutolendo il suono delle campane.
Va detto che già nel 1706 un terremoto la distrusse completamente, tanto da richiederne la ricostruzione tre anni dopo grazie ad alcune maestranze napoletane, che andarono ad ornare la parte terminale con scodelle di maioliche. Venerdì 5 novembre i funzionari del segretariato delle Belle Arti sono attesi a Città Sant’Angelo per un sopralluogo utile a capire come dovrà essere portato avanti il progetto di restauro. Per realizzarlo serviranno non meno di 5 mesi, salvo poi affidare i lavori tramite appalto.
«Il campanile che sovrasta la collegiata rappresenta il simbolo di Città Sant’Angelo», sottolinea Di Gregorio. «Il suo restauro è un impegno che ho preso con me stesso all’inizio del mandato. Tutti gli angolani vogliono tornare a sentire il suono delle campane, smorzato da troppo tempo».
Con il fondo da 1,2 milioni di euro si conta di andare a sistemare la cappella San Giovanni e la cantoria dell’organo. A proposito di organo, proseguono i lavori di restauro dello strumento presente da sempre all'interno della collegiata. A confermarlo è don Lorenzo, lui che è stato il promotore dell'iniziativa: «Dopo 80 anni il 18 settembre prossimo l’organo tornerà a suonare», dice con molta felicità. «Adesso si trova a Camerino per tutti gli interventi necessari, che continuiamo a finanziare grazie anche alle offerte dei fedeli». E sul restauro del campanile: «Una notizia che mi ha commosso», dice. «La nostra chiesa è come un tesoro che con questi lavori riuscirà a vivere un nuovo splendore».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

