Il Capodanno si festeggia in casa È boom del cenone da asporto

Tante disdette dei tavoli per la pandemia, ma ristoranti e gastronomie sono tempestati di prenotazioni E già emerge la linea scelta dai pescaresi: «Stanno ordinando per piccoli gruppi, 8 persone al massimo»
PESCARA. C’è chi è abituato a organizzarsi all’ultimo minuto, chi ha già confezionato la sua serata e chi aveva predisposto tutto e invece ora sta annullando, per paura, contagi accertati o contatti con positivi.
La pandemia lascia nella nebbia il Capodanno. A pochi giorni dalla notte di San Silvestro, ristoranti e gastronomie sono alle prese con telefonate informative, prenotazioni e annullamenti. Tanti sono quelli che hanno scelto di festeggiare la fine e soprattutto l'inizio del nuovo anno in casa, riunendosi con familiari e amici in gruppi non troppo numerosi.
«Le prenotazioni stanno andando molto bene», ammette Carlo Di Renzo, della gastronomia da Carletto. «La tendenza quest’anno è di rimanere a casa. Lo è stata a Natale e lo sarà a Capodanno. Prima della Vigilia ho raggiunto numeri di ordinazioni come non mi era mai successo prima, tanto che siamo stati costretti a chiudere le prenotazioni 72 ore prima, rinunciando ad evadere a tantissimi asporti. Per Capodanno le persone stanno chiamando in continuazione. Sicuramente le prenotazioni domani (oggi, per chi legge ndc) schizzeranno alle stelle. Ma già oggi (ieri, ndc) ne abbiamo avute tantissime, in un'ora e mezzo ho preso almeno una trentina di telefonate. Mentre negli anni passati le comitive erano anche da 20 persone, questa volta si tratta di gruppetti da 3, massimo 6 persone».
«Abbiamo molte richieste di asporto», sottolinea Carlo Ferraioli dell'omonimo ristorante, «così come tantissime sono state le ordinazioni per la Vigilia di Natale, ma mai per gruppi superiori a 5-6 persone. Difficile valutare i numeri per il Capodanno, perché per il cenone le persone ordinano anche in posti diversi. È ancora tutto da definire il quadro anche per le prenotazioni in sala. Fino a qualche giorno fa avevamo quasi il tutto esaurito, ma poi ci sono stati diversi annullamenti da parte dei grandi gruppi, che stiamo rimpiazzando con piccoli tavoli».
«Abbiamo avuto parecchie rinunce per le grosse comitive», dichiara Nicola Genobile. «Avevamo moltissime prenotazioni di gruppi da 150-200 persone. Purtroppo sono tutte saltate per paura. La gente pensa che la situazione potrebbe ulteriormente degenerare nei prossimi giorni e quindi nessuno ha il coraggio di avventurarsi in grandi cenoni. Le famiglie però, si riuniranno comunque, e infatti quello che sta crescendo alla grande sono i gruppetti da 8-10-12 persone».
«È ancora un po’ presto per fare una valutazione, però le aspettative anche alla luce di com’è andata la Vigilia di Natale sono molto buone», afferma Domenico Chiavaroli della gastronomia Il Brigantino. «Già prima di Natale avevamo ricevuto parecchie telefonate con richieste di informazioni. Cosa che di solito non accade, perché di norma il Capodanno si organizza sempre all'ultimo momento. Credo», analizza Chiavaroli, «che ci saranno gruppi nutriti come ci sono stati anche a Natale. In genere la Vigilia vede asporti per gruppetti composti da massimo due famiglie. Quest'anno invece ci sono state anche comitive, e lo stesso sta succedendo per Capodanno». Della stessa posizione Luca Verrigni di Fish Market. «È presto per fare una previsione sul Capodanno, perché ormai si sviluppa tutto all’ultimo secondo. Ad esempio per la cena della Vigilia abbiamo ricevuto tutte le prenotazioni tra il 22 e il 23. Tanti sono ancora gli indecisi. Al momento abbiamo richieste da parte di gruppetti da una quindicina di persone. Negli anni scorsi il 24 abbiamo sempre lavorato tantissimo, mentre il 31 non abbiamo mai avuto grandi richieste per l’asporto. Quest’anno la tendenza è di festeggiare a casa quindi ci aspettiamo di lavorare parecchio».
«Stanno aumentando moltissimo gli asporti, specie per pizza e arrosticini», sottolinea Leonardo Sabatini della braceria Piazzaforte dei Sabatini. «Per il momento abbiamo un bel po' di prenotazioni anche al ristorante, anche se abbiamo paura delle disdette dell’ultimo minuto dovute alla paura, ai contagi e ai contatti con i positivi».
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