Il capoluogo a secco: nessun teatino eletto

12 Marzo 2024

Nelle città più grandi Marsilio arranca. E i consiglieri sono pari

CHIETI. Una provincia che non premia i centri più popolosi. È la singolarità del territorio chietino dove, dalle urne del 10 marzo, insieme a questo esce un altro dato particolare: quella di Chieti è l’unica provincia dove centrodestra e centrosinistra si dividono equamente i rappresentanti all’Emiciclo, ovvero 4 contro 4. Del resto era anche l’unica dove fosse possibile, visto che L’Aquila, Teramo e Pescara portano all’Emiciclo sette rappresentanti contro gli otto di Chieti.
I GRANDI CENTRI A SECCO
Come detto, le tre città più grandi della provincia non eleggono, almeno direttamente, un proprio consigliere. In questo dato spicca innanzitutto Chieti: nessun teatino doc entra da subito nell’assemblea regionale, anche se probabilmente lo farà Mauro Febbo, secondo dei più votati di Forza Italia, se Daniele D’Amario dovesse essere confermato assessore. Nessun eletto direttamente neanche da Vasto, ma che potrebbe vedere “ripescato” Francesco Prospero di Fratelli d’Italia se Tiziana Magnacca, regina delle preferenze in provincia, sarà chiamata a fare l’assessore. E poi Lanciano: entrano due candidati forti dell’immediato comprensorio: Nicola Campitelli (FdI), originario di Castel Frentano, e Francesco Taglieri (M5S) di Treglio, ma nessuno degli aspiranti consiglieri prettamente cittadini, che puntavano sulla “lancianesità”, si sono avvicinati al traguardo.
DOVE VINCE D’AMICO
Le tre città più grandi sono anche quelle che, pur vanamente, hanno fatto sorridere Luciano D’Amico. Sul territorio provinciale il centrodestra di Marco Marsilio si è aggiudicato la partita con il 51,53% contro il 48,47%: una forbice inferiore al 53,50% contro 46,50% regionale. Un risultato che si assottiglia ulteriormente a Chieti, amministrata dalla colazione di centrosinistra e liste civiche capitanata da Diego Ferrara: qui Marsilio vince di poco, 50,94% contro 49,06%. E il risultato si capovolge a Lanciano, che il centrodestra del sindaco Filippo Paolini nel 2021 aveva riconquistato al ballottaggio con il 51,22% contro il 48,78% di Leo Marongiu, segretario provinciale del Pd: nel capoluogo frentano D’Amico la spunta d’un soffio, 50,10% contro 49,90% (appena 32 voti). A Vasto, amministrata dal centrosinistra di Francesco Menna, riconfermato sindaco nel 2021 e presidente della Provincia in carica, D’Amico si afferma invece con il 51,86% contro il 48,14%.
PARTITI, CHI SALE E CHI SCENDE
Il partito della premier Meloni e del presidente riconfermato Marsilio si consolida. Il consenso di FdI è di poco inferiore a quello raccolto nel collegio delle Politiche del settembre 2022: scende al 25,70% dal 26,39%, cifra alla quale era balzato dal 5% delle Regionali 2019. Continua invece a calare la Lega, che aveva fatto la parte del leone alle Regionali 2019: all’epoca prese 45.504 voti (25,96%) e tre consiglieri; il Carroccio, dopo il 7,93% delle Politiche, racimola il 6,75%. In termini assoluti, altri 3.131 elettori hanno ritirato la fiducia al partito di Salvini (da 14.363 a 11.232). Complice anche il cambio di casacca di alcuni “uomini forti”, tra cui il già citato Campitelli. Forza Italia continua a risalire e, dall’altro lato, pur nella sconfitta, un mezzo sorriso può farlo il Pd: dal 16,80% delle Politiche al 18,37%, nonostante diversi esponenti nella lista del presidente. I 5 Stelle non possono stappare lo spumante: nel 2019 erano al 23,97%, altri tempi, ma ad esempio a Chieti città passano dal 6,7% delle Comunali al 10,41%.
FUORI CON OLTRE 5MILA VOTI
Fare man bassa di preferenze non basta per entrare in consiglio regionale. Ne sanno qualcosa gli aspiranti consiglieri che hanno sfondato il muro dei cinquemila voti. Quattro di questi hanno corso per Fratelli d’Italia: Magnacca (9.617), Campitelli (8.463), Prospero (6.624) e Carla Zinni (6.539). Magnacca e Campitelli sono già dentro, e hanno buone possibilità di far parte della giunta: ciò consentirebbe di occupare un seggio in consiglio al consigliere comunale di Vasto e alla vicesindaco di Casalbordino. Sopra quota cinquemila anche il forzista D’Amario (5.408) e i dem Silvio Paolucci (8.669) e Anna Bosco (5.112): quest’ultima però, assessore a Vasto, non prenderà la strada dell’Emiciclo.
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