Il cardinale Gambetti al santuario: «Che gioia vedere il Volto Santo»

19 Settembre 2021

L’alto prelato, accompagnato dal senatore D’Alfonso, si è recato nella basilica per ammirare la reliquia Poi l’incontro con i frati Cappuccini e la messa insieme al rettore Gentili: «Per me è come essere a casa»

MANOPPELLO. Attimi di silenzio infiniti. Prima di rivelare dal pulpito: «Sono rimasto rapito dallo sguardo del Volto Santo». Quel volto del Cristo che sembra guardare oltre l’infinito e «che trasmette un senso di pace».
Il cardinale Mauro Gambetti, 55 anni, originario del Bolognese, vicario generale di Papa Francesco, in visita ieri mattina alle 8.30 al santuario dei frati minori cappuccini di Manoppello, è rimasto a lungo ad ammirare la reliquia incastonata nella teca di vetro sopra l'altare, guidato nei momenti di raccoglimento dal giovane rettore della basilica, padre Antonio Gentili.
Il quale, nel corso della visita del vescovo del Vaticano durata poco meno di due ore, non ha nascosto «la felicità di poter accogliere il Santo Padre». Un giorno, chissà. Cauta e misurata la risposta del cardinale: «Il Papa ama andare per santuari, certamente gli farebbe piacere anche venire qui».
Il vicario di Sua Santità, accompagnato dal senatore Luciano D’Alfonso al quale aveva «espresso il desiderio di recarsi al santuario», si è raccolto in preghiera, in solitudine, prima di celebrare la messa delle 9 con padre Gentili.
Alla liturgia, breve e raccolta, hanno partecipato il consigliere regionale Antonio Blasioli e gli amministratori del Comune di Manoppello, l'assessore all'Immagine ed Eventi, Giulia De Lellis con il presidente del Consiglio comunale, Davide Iezzi, l’ex comandante della Forestale di Roccamorice, Roberto Perseo. Il senatore D’Alfonso, con gli amministratori, ha donato all’alto prelato una splendida Madonna forgiata dai maestri ceramisti di Castelli e opuscoli sulla storia della basilica di via Cappuccini.
Durante l’omelia ispirata a San Giuseppe da Copertino (morto il 18 settembre 1663), basata sulle letture di Timoteo e la parabola del seminatore, Gambetti (che venerdì ha preso parte al convegno “Quale città” organizzato da D’Alfonso), religioso dei frati minori conventuali, ha raccontato l’emozione vissuta davanti al Volto del Cristo che, secondo studi, si sovrappone perfettamente alla Sacra Sindone: «Quello sguardo mi ha rapito e trasmesso pace. Oggi sono qui con voi» ha detto dal pulpito, «e con i miei fratelli e per me è come essere a casa».
E ha proseguito, il cardinale laureato in Ingegneria: «Invito a cogliere questo dono di poter gustare, sentire, toccare, vedere, odorare la presenza di Dio tra noi, il seme della sua parola venga raccolto e accolto in questo luogo» auspicando, poi, che «lo sguardo benevolo del Volto Santo arrivi al mondo intero». Fuori la basilica, il mondo intero, pellegrini italiani ma provenienti anche da Germania, Stati Uniti, Polonia, Filippine, viaggia a bordo degli autobus che si arrampicano lungo i tornanti, in direzione del sagrato dove ieri padre Gentili, circondato dai confratelli Fra’ Valerio Di Bartolomeo (guardiano del convento) e padre Girolamo Di Rosa (parroco di San Nicola) ha accolto il cardinale Gambetti di buon mattino.
«Il cardinale» ha osservato il rettore, «è rimasto affascinato da questo luogo di preghiera e grazia. Siamo onorati della sua presenza tra noi». Appena dopo le 10, arriva il momento del congedo. Il cardinale Gambetti, smessi i candidi abiti talari, attraversa la navata della basilica per salutare la piccola folla sul sagrato, all’esterno.
Il volto sorridente, gli occhi si illuminano quando ripercorre le emozioni che fin lì lo hanno accompagnato: «Sono rimasto davvero colpito dal Volto Santo, è, questa, una immagine celestiale» che lo proietta, e cita, nel Paradiso di Dante, canto XXXIII, che celebra il mistero della Trinità. Ancora pochi minuti e poi il saluto a Manoppello del vicario di Bergoglio, che di sé dice: «Sono un cercatore dell’umano divino».