Il caso Asse attrezzato: via libera ai 14 milioni per pagare gli espropri

22 Dicembre 2022

Un emendamento risolve 40 anni di contenziosi e sentenze Marsilio: «Vi racconto cosa ho fatto per centrare l’obiettivo»

PESCARA. Dopo 40 anni di contenziosi, legati agli espropri che hanno messo in ginocchio il consorzio industriale di Chieti e Pescara, l’Asse attrezzato sarà acquisito al patrimonio dello Stato, che si farà carico di liquidare i crediti vantati sia dall'impresa costruttrice dell'arteria sia degli espropriati che hanno vinto i ricorsi. Grazie a un emendamento alla legge di Bilancio approvato la scorsa notte vengono infatti stanziati 14 milioni in due annualità che il Ministero delle Infrastrutture utilizzerà per sanare il debito.
PARLA MARSILIO.
«All’inizio del 2019 ho preso in mano questa vicenda per la quale tutti nutrivano una sorta di fatalistica rassegnazione», commenta il presidente, Marco Marsilio, «accompagnato dai direttori generali che si sono succeduti in questi anni, Barbara Morgante e Antonio Sorgi, e assistito dai pareri legali curati dal capo dell’avvocatura Stefania Valeri», continua il governatore, «ho affrontato nell’ordine Anas, gruppo Fs, provveditorato alle opere pubbliche, ministero delle Infrastrutture ricostruendo la complessa vicenda».
I FATTI.
A ottobre scorso la prima svolta, quando il capo della struttura tecnica di missione del Mit, Giuseppe Catalano, ha riconosciuto la strategicità e la valenza nazionale dell’Asse attrezzato, già da anni gestito da Anas, dando ragione alle rivendicazioni di Marsilio affinché fosse lo Stato ad onorare i debiti. «Ho così investito il governo del compito di predisporre la norma richiesta con le relative coperture», prosegue Marsilio, «a cominciare dal presidente del consiglio Giorgia Meloni, che ha messo a disposizione i tecnici di Palazzo Chigi (in particolare Renato Loiero e Gaetano Caputi) che, insieme al responsabile del mio ufficio legislativo Piergiorgio Casalena, hanno predisposto il testo base affidato all’onorevole Guerino Testa perché lo presentasse sotto forma di emendamento in commissione Bilancio. Fondamentale è stato il supporto costante del viceministro Galeazzo Bignami. In parallelo, siamo stati assistiti costantemente dal Mef, nella persona della responsabile del coordinamento legislativo del ministro Giorgetti, Daria Perrotta, oltre che del viceministro Maurizio Leo e del sottosegretario Lucia Albano, che hanno individuato le corrette coperture economiche».
L’ULTIMO MIGLIO.
Risolti i problemi tecnici legati all’ammissibilità dell’emendamento, «per i quali è stato determinante il lavoro svolto dal ministro per i rapporti con il Parlamento Luca Ciriani e dal capogruppo di FdI Tommaso Foti», aggiunge il presidente, «si è arrivati all’approvazione nella notte dell’emendamento firmato da relatori Trancassini, Comaroli e Pella, che hanno raccolto l’invito dei parlamentari abruzzesi Testa, Nazario Pagano e Alberto Bagnai. Un ottimo lavoro di squadra per il bene dell’Abruzzo. Ora per il Consorzio industriale della Valpescara si potranno valorizzare pienamente le centinaia di ettari destinati alla Zes e, una volta conclusa la procedura e sanati i debiti, si potrà finalmente ricondurre questo Consorzio all’interno dell’Arap», conclude Marsilio.
TESTA E PAGANO.
«Detto e fatto: 7 milioni, per ciascuno degli anni 2023 e 2024, in favore del Consorzio industriale per chiudere definitivamente gli annosi contenziosi che gravano su questa importante area della nostra Regione», dichiara Testa, segretario dell’Ufficio di presidenza della commissione Finanze che, come ha fatto Marsilio, ringrazia Bagnai e Pagano «per il contributo fattivo che ci ha permesso di raggiungere questo importante risultato per la nostra regione».
E Pagano afferma: «Grazie a un mio intervento, con emendamento dei relatori alla Legge di Bilancio, che solo per motivi procedimentali non porta la mia firma, chiudiamo il contenzioso che, da 40 anni, ruota attorno a un nodo strategico per l'Abruzzo».
GLI INDUSTRIALI.
Chiude Silvano Pagliuca, presidente di Confindustria Chieti-Pescara: «La nostra imprenditoria ha voglia di fare, non chiediamo assistenza ma infrastrutture, semplificazione burocratica e misure che incentivano lo sviluppo. La notizia di oggi va in tal senso e ne siamo soddisfatti». (l.c.)