Il caso dell’asilo al posto del parco C’è il ricorso al Tar di 50 residenti

27 Dicembre 2022

L’obiettivo: annullare la delibera di giunta in cui si indica via Celestino V per la nuova costruzione mentre il piano realizzato dai tecnici riguarda via della Fornace Bizzarri, dove c’è la zona verde

PESCARA. Le proteste dei residenti di via della Fornace Bizzarri a Pescara, relative alla realizzazione di un nuovo asilo nido al posto di un parco ormai esistente da anni, si traduce ora in un ricorso al Tar che 50 residenti hanno depositato ai giudici amministrativi tramite i loro legali, gli avvocati Claudio e Matteo Di Tonno. Il ricorso, che non è soltanto contro il Comune di Pescara, ma anche contro il ministero dell’Istruzione e del Merito, è finalizzato all’annullamento della delibera di giunta del 15 novembre scorso (la n. 1006) che ha ad oggetto la realizzazione di una “nuova costruzione asilo nido via Celestino V - approvazione progetto di fattibilità tecnica ed economica”. Il problema è piuttosto evidente: la delibera del settembre scorso individua l’area da utilizzare per questa nuova costruzione in via Celestino V, poi però il progetto stilato dagli uffici tecnici riguarda via della Fornace Bizzarri. Il perché di questa variazione, al momento non si conosce (sulla questione c'è stata anche una presa di posizione del Pd con una interrogazione), né tantomeno è stata fatta una nuova delibera con la quale si dà atto della nuova area interessata. In ballo ci sono i soldi del Pnrr: 1 milione e 400 mila euro per questo asilo, 3 milioni per quello di via Rubicone, 1 milione e 200 mila euro per via Santina Campana e Salita Rex.
Ma la misura cautelare richiesta dai legali «risulterebbe pienamente compatibile con gli obiettivi e le tempistiche delineate dal Pnrr». Sempre secondo i legali delle famiglie residenti, che occupano tre strutture a ferro di cavallo con al centro il parco attrezzato che serve tutti i condomini, il Comune in data 15 novembre 2022 avrebbe approvato il progetto di fattibilità tecnica ed economica con l’identica dicitura intestata, quindi per via Celestino V, salvo poi disporre, in data 2 dicembre 2022, la «realizzazione di indagini geognostiche relative alla nuova costruzione dell’asilo nido Celestino V», in via Bizzarri. E quindi questi ultimi atti vengono ritenuti illegittimi nel ricorso che, peraltro, evidenzia come il parco di via Bizzarri non venga mai citato nei documenti comunali, «come se non esistesse».
Nel ricorso si evidenzia anche come l’area in questione «non possiede destinazione urbanistica ad «istruzione» (contrariamente a via Celestino V ndr); non è idonea ad accogliere un asilo nido (tantomeno nelle dimensioni previste dal progetto stante gli standard minimi da preservare nella medesima area)». «Alla luce delle caratteristiche che deve possedere un asilo nido e dei servizi collaterali che lo stesso dovrebbe assicurare», scrivono gli avvocati Di Tonno, nell’ipotesi di concretizzazione di quanto approvato dalla giunta comunale, da un lato si assisterebbe ad una fortissima compromissione della qualità della vita dei residenti e dall’altro non si assicurerebbe un servizio pubblico soddisfacente ai destinatari del progetto medesimo». Stando al ricorso, in quell’area di via Bizzarri, dove esiste il parco, non ci sarebbero neppure gli spazi previsti dalla norma per realizzare un asilo. Non solo, ma i lavori sarebbero «destinati a mutare in via radicale ed immanente l’area verde in senso peggiorativo quanto al così detto consumo di suolo, alla salvaguardia del verde urbano e a luoghi di socialità aperti al pubblico, e la possibilità di fruire dei già risicati posti auto». Oltre al taglio ed espianto di numerosi alberi nello stesso parco.