Il caso San Franco: perché sempre noi?
FRANCAVILLA. Non c'è pace per i residenti di Francavilla, e nello specifico per quelli del paese alto, vittime ancora una volta delle chiusure programmate dell'acqua disposte dall'Aca per contrastare...
FRANCAVILLA. Non c'è pace per i residenti di Francavilla, e nello specifico per quelli del paese alto, vittime ancora una volta delle chiusure programmate dell'acqua disposte dall'Aca per contrastare la carenza idrica di questi mesi. La fine dell'estate non ha portato, almeno per adesso, a una risoluzione dei problemi e allora si va avanti con la politica di razionamento, messa in piedi da inizio luglio. In città sono sempre le stesse le zone interessate dai disagi, motivo che contribuisce ad accrescere il malumore dei diretti interessati. Oltre a quella di San Franco, sia questa sera, così come nelle giornate di giovedì, di sabato e lunedì prossimo, l'acqua mancherà anche sulla via Nazionale Adriatica centro e sud, in via Antinori con le relative traverse, in contrada Quercetti e a Setteventi. La fascia oraria interessata è sempre la stessa, vale a dire quella che va dalle 22 fino alle 7 del mattino. Inoltre, accanto alle chiusure da registrare, sempre in linea con quanto accaduto già nelle scorse settimane, è previsto il calo di pressione in via Nazionale Adriatica nord. In pratica, fino al 21 settembre andranno avanti i disagi già vissuti, ma l'impressione è che l'emergenza sia destinata ad andare anche oltre tale data, almeno fin quando non torneranno piogge consistenti in grado di mettere fine alla siccità e riempire i serbatoi rimasti secchi. Nel frattempo però aumenta l'insofferenza dell'utenza, messa a dura prova durante i mesi estivi. Se la scorsa settimana erano stati soprattutto i commercianti di San Franco a lamentarsi, con alcuni baristi a denunciare l'impossibilità di lavorare senz'acqua, questa volta al coro di protesta si aggiungono anche i privati, che non hanno perso tempo per commentare la notizia non appena comunicata dal sindaco di Francavilla Antonio Luciani. «Ancora? Ma perché sempre le stesse zone? Anche noi paghiamo le bollette», scrive Romina. «Non esistono le rotazioni?», la segue Francesca, mentre Enrico s'interroga: «Posso chiedere i danni?».
Adriano De Stephanis

