Il Cea di Buendia: la Bandiera blu non fa il mare pulito

Francavilla, il centro di educazione ambientale chiede alla Regione un ruolo più incisivo in tema di inquinamento
FRANCAVILLA. I Cea regionali rivendicano un ruolo più incisivo nelle questioni ambientali in Abruzzo. Lunedì scorso, nella sede della Regione, a Pescara, i responsabili dei 42 centri di educazione ambientale riconosciuti in base alla legge regionale 122 del ’99, si sono incontrati con l’assessore regionale Mario Mazzocca e il responsabile dell’ufficio. Presente in prima fila il Cea Buendìa di Francavilla, con il proprio referente Moreno Bernini.
«I Cea sono dei presìdi regionali per quanto attiene le questioni ambientali» ricorda Bernini. «Le cronache di questi giorni sull’inquinamento in mare tra Francavilla e Pescara, dimostrano che le questioni del territorio legate all’ambiente non si possono affrontare con superficialità e improvvisazione. L’assegnazione della Bandiera Blu per un solo tratto di litorale cittadino, pareva avesse fatto dimenticare le enormi questioni ambientali che il territorio presenta: depurazione delle acque, urbanizzazione insostenibile, gestione dei fiumi e dei fossi, assetto idrogeologico. Il problema della balneabilità delle acque che ha investito anche Francavilla» prosegue l’esponente di Buendìa, «non riguarda solo la gestione dei depuratori ma anche quella dei fiumi, dei fossi colatori e dell'urbanizzazione della città. L'azione dell'assessorato comunale all’Ambiente, da questo punto di vista, è inesistente» polemizza Bernini.
«Tra l’altro, non abbiamo mai avuto l'occasione di conoscere l'assessore» aggiunge lanciando una stoccata al delegato del sindaco, Gianluca Bellomo. «Con la Bandiera Blu si pensava di aver risolto tutti i problemi ancora sul tappeto, così non è stato, e noi lo diciamo da anni». Per dare un contributo alla risoluzione dei problemi ambientali, i Cea vogliono un ruolo più attivo, che vada oltre la semplice educazione ambientale.
«Occorre integrare l’azione di informazione e formazione nelle scuole, con un’ attività di controllo, pungolo, informazione e partecipazione alle azioni in campi ambientale e di gestione del territorio da parte delle amministrazioni» prosegue il referente di Buendìa. «I Cea regionali rivendicano un ruolo attivo affinché dalle nostre parole e dalla nostra attività pluridecennale sulla strada della sostenibilità, le amministrazioni e i soggetti che vivono una città, possano attingere idee e competenze per passare a fatti concreti nella direzione delle buone pratiche ambientali».
A tale proposito, la rete Infea dei Cea regionali viene portata ad esempio «come una fonte inesauribile di esperienze, professionalità e competenze, capaci di dare un contributo concreto in tema ambientale».
La richiesta avanzata dai Cea all’assessore Mazzocca, non è caduta nel vuoto. Per il 21 settembre prossimo è stato convocato un nuovo incontro nella sede della Regione a Pescara. In quel contesto verranno illustrate e discusse proposte di modifica della legge 122 del ’99, affinchè ai Cea vengano attribuite maggiori competenze «che consentano più possibilità concrete di intervento nelle azioni messe in atto dalle amministrazioni».
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