Il centro invaso dai poveri

11 Novembre 2016

Dalla stazione ferroviaria fino a piazza Salotto, i mendicanti si accampano ovunque

PESCARA. Materasso, lenzuola, coperte di lana. È un letto pressoché normale quello su cui dorme tranquillamente un uomo di mezza età, se non fosse che quel giaciglio è stato allestito all’aperto, a pochi passi dalla stazione ferroviaria, tra l’asfalto e la ghiaia. Proprio in quella zona una ventina di giorni fa la polizia municipale e il personale della società Attiva sono intervenuti per un’operazione di pulizia massiccia ma è bastato poco per ripiombare nel degrado e nella sporcizia, come dimostrano una sedia sgangherata, alcuni cartoni usati a mo’ di letto, un cuscino infilato tra i rami di un albero e un numero indefinito di bottiglie e cartoni di vino.

La situazione è identica a qualche centinaio di metri, nell’area verde di corso Vittorio Emanuele che dà sul terminal degli autobus: mentre il premier Renzi stava per arrivare in città, ieri, un gruppetto di mendicanti consumava il pranzo a terra, come se questo giardinetto disseminato di rifiuti fosse destinato ai pic nic dei vacanzieri.

E poi, ancora oltre, c’è l’immagine poco accogliente di piazza Sacro Cuore, dove alcuni mendicanti stazionano davanti alla chiesa, altri si spostano tra le aiuole e i gradini dell’ex Banco di Napoli, ormai insudiciati e diventati il ricettacolo di cartacce e bottiglie (vuote) di vino. Fanno i bisogni ovunque (anche dietro l’edicola, che usano come riparo), le aiuole sono praticamente a loro disposizione e il peggio che possa accadere è che qualcuno li multi, sempre che la sanzione venga pagata.

«Sono persone dalla scarsa igiene personale che buttano gli avanzi di cibo a terra, creando sporcizia ovunque, e trattano questa zona come se fosse casa loro», dice Giampiero Di Biase dalla pizzeria che guarda su piazza Sacro Cuore. «Qui dormono all’aperto, dai gradini della chiesa agli ingressi delle abitazioni. E, se lo fanno di giorno, immagino che accada anche di notte». Ma non è edificante, prosegue Di Biase. «È vero che non creano problemi particolari però il centro di Pescara si degrada: non è uno spettacolo piacevole, nè per gli occhi né per il naso. E non sta bene che chiunque arrivi in città si trovi davanti questo spettacolo». «Si deve far qualcosa», aggiunge Carlo Miccoli dal bar Excelsior, che parla del proliferare di «accattoni romeni» e sollecita il ricorso (o forse il ritorno) «ai poliziotti di quartiere».

Il quadro non è poi così diverso se si prosegue oltre corso Umberto, che resta una delle strade dello shopping, e si arriva a piazza della Rinascita dove i mendicanti approfittano della presenza di tanti locali pubblici per chiedere l’elemosina. «Una cliente», dice un barista, «si è vista infilare le mani nel piatto da uno sconosciuto mentre era seduta ai nostri tavolini, per cui ha avuto di che lamentarsi. Altri, invece, fanno notare che ci sono troppi mendicanti e dopo un po’ preferiscono andare via. Ne arrivano in continuazione, ce ne sono tre per ogni cliente, sono puntuali più dei treni. E sono una piaga sociale», prosegue il barista parlando di «zingari che arrivano dalla Romania e vanno in giro con dei cartelli appuntati sul petto con la scritta “Ho fame”, chiedendo soldi con insistenza, se non qualcosa in regalo all’interno delle attività». Sempre in piazza della Rinascita e sotto i portici della zona il quadro non migliora al calar del sole, quando alcuni senzatetto si sistemano nei punti più riparati da freddo e vento per trascorrere la notte e poi, all’alba, scompaiono portando via cartoni e coperte. Qualcuno, per stare comodo, usa tavoli e sedie dei bar, accostandoli tra loro per creare un punto di appoggio che sia il più possibile simile ad un letto ma «non danno problemi particolari né chiedono soldi», dice un commerciante a cui piace immaginare «una soluzione migliore per queste persone», un posto caldo e coperto per accoglierli. E invece, con l’arrivo dell’inverno, il problema dei senzatetto si ripropone tale e quale, dalla stazione ferroviaria al centro, un tempo fiore all’occhiello della città.

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