Il centrosinistra si ribella: «Marsilio, frasi inaccettabili»

Dopo le accuse di ricatti agli elettori, Paolucci si rivolge a Biondi: prenda le distanze
L'AQUILA. Fuoco alle polveri. A tre giorni dal voto che ha decretato la vittoria netta al primo turno, del sindaco uscente dell'Aquila, Pierluigi Biondi, è scontro aperto tra centrodestra e centrosinistra.
Ad accendere la miccia le parole pronunciate dal presidente della Regione, Marco Marsilio, di Fratelli d'Italia, nella conferenza stampa che ha visto riunita l'intera coalizione: «Cinque anni fa abbiamo scardinato il potere della sinistra, che ha pensato di poter ricattare e condizionare gli aquilani, portati al guinzaglio a votare». Tanto è bastato a provocare la reazione di chi si è sentito chiamato in causa. «Considerazioni irricevibili», le ha bollate il capogruppo del Pd in consiglio regionale, Silvio Paolucci, «Marsilio chieda scusa agli aquilani».
FURIA MARSILIO
Il presidente della Regione, nel commentare l'esito del voto, ha parlato di «campagna elettorale cattiva» con «soggetti che hanno provato a provocare il centrodestra inventando emergenze e problemi inesistenti». E giù un nuovo affondo: «Cinque anni fa i partiti di sinistra hanno pensato di poter condizionare e ricattare gli aquilani e, in effetti, sono arrivati ad un soffio dalla vittoria al primo turno», ha detto Marsilio, «quei cittadini aquilani che erano stati portati a votare al guinzaglio per la sinistra, quando il guinzaglio si è sciolto, perché al ballottaggio non c'è modo di controllare il voto, si sono sentiti liberi e hanno votato Biondi». Una grinta, quella del presidente Marsilio, che non ha trovato riscontro nei toni più dimessi di Biondi, che ha mantenuto aplomb nei commenti, anche a caldo.
AQUILANI OFFESI
Per Paolucci, «le parole, i contenuti e i modi utilizzati da Marsilio sono irricevibili e non confacenti alla carica di presidente della Regione».
Oltre che al centrosinistra, preso di mira da Marsilio, il capogruppo del Pd ritiene «che le offese siano state rivolte soprattutto agli aquilani, che esprimono il loro voto liberamente, sia in una direzione che in un'altra», afferma Paolucci, che non usa mezzi termini: «Marsilio dovrebbe chiedere scusa innanzitutto agli aquilani quando parla di ricatto: qualora, poi, fosse a conoscenza di qualcosa di più, dovrebbe anche per il ruolo istituzionale che riveste, denunciarlo agli organi competenti. Chiudo facendo gli auguri al sindaco Biondi e a tutto il consiglio eletto», dice Paolucci, «come ho già fatto ieri in forma scritta, con l'auspicio che Biondi prenda le distanze pubblicamente da quanto affermato dal presidente Marsilio con toni irriguardosi verso i suoi concittadini. Bisognerebbe occuparsi di più dei problemi della gente e misurarsi su queste tematiche, non su polemiche inutili e sterili: è ciò che deve fare la politica».
LOLLI SPIAZZATO
L'intervento di Marsilio ha spiazzato un po' tutti, tanto più che è giunto a margine di un risultato schiacciante per Biondi, del suo stesso partito, Fratelli d'Italia, e di una coalizione che all'Aquila è uscita rafforzata dalle urne. «Mi meraviglio di una dichiarazione di questo genere», afferma Giovanni Lolli, ex vice presidente della Regione e per decenni guida del centrosinistra aquilano, «Biondi ha vinto e merita rispetto per il consenso ottenuto, ma quando si vince è assurdo parlare di "sistema di potere" e scadere in quelle che considero pure volgarità. Se Marsilio conosce delle situazioni specifiche farebbe bene a denunciarle alla Procura della Repubblica, perché quando parla di ricatti parla di reati. Un atteggiamento poco consono per un presidente della Regione, che ha usato parole gravi, utili sono ad alzare un indecoroso polverone». Lolli respinge ogni tipo di illazione e rimarca: «Quando si vince bisogna farlo in modo signorile, senza ricorrere ad atti aggressivi, in modo generico, senza specificare alcunché. Mi meraviglio, non conoscevo Marsilio sotto questa veste e me ne dispiaccio».
BASSO LIVELLO
Ciò che preoccupa maggiormente il centrosinistra, e il Pd in particolare, è il livello della discussione. I leader del centrodestra schierati a palazzo Fibbioni hanno dato all'esterno l'immagine di una coalizione granitica e pronta a raccogliere le sfide del mandato che gli aquilani hanno consegnato all'amministrazione Biondi per i prossimi cinque anni. Ma l'intervento del presidente Marsilio non è passato sotto traccia. «Mi auguro che, in vista delle elezioni regionali, si alzi il livello della discussione e che si possa discutere dei problemi reali della gente e delle sfide che attendono l'Abruzzo nei prossimi anni», il commento di Lolli, «che non si resti ancorati a simili polemiche senza fondamento». E non è sfuggito neppure lo schieramento al maschile della coalizione di centrodestra nella conferenza stampa di commento al voto, che il centrosinistra aveva già evidenziato in apertura di campagna elettorale, con la foto davanti alle 99 Cannelle in cui erano stati ritratti solo uomini. Ma su questo il sindaco Biondi ha fornito rassicurazioni: «In questo tavolo non ci sono donne, ma avremo un Consiglio comunale molto in rosa».
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