Il Colle smentisce piani voto a maggio «Pura fantasia»

8 Novembre 2017

Sciogliere le Camere con una maggioranza che lavora sarebbe un «golpe» ma da qui a veicolare rumours su un'intesa del Colle con parte del Pd per stiracchiare la legislatura fino ai confini del lecito...

Sciogliere le Camere con una maggioranza che lavora sarebbe un «golpe» ma da qui a veicolare rumours su un'intesa del Colle con parte del Pd per stiracchiare la legislatura fino ai confini del lecito ce ne passa. «È pura fantasia», fa sapere il Quirinale stoppando sul nascere venticelli tossici che da Montecitorio salivano sul Colle più alto e che già avevano portato Lega e Fratelli d'Italia a veicolare altolà preventivi per impedire l'allungamento dei tempi. Allora vale la pena di ripetere ancora il «Mattarella-pensiero» in proposito: il presidente non è assolutamente impegnato nel definire a priori il timing dello scioglimento delle Camere; in ogni caso, ha il dovere di garantire la fine ordinaria della legislatura; da mesi è ormai chiaro che la legislatura è agli sgoccioli e il Colle ha metabolizzato la possibilità di una chiusura anticipata di qualche settimana. «Last but not least», le sue valutazioni saranno maturate e comunicate a tempo debito, ma solo se dovesse venire meno il rapporto fiduciario fra Parlamento e governo, se il premier dovesse rappresentare al presidente della Repubblica l'esaurimento del proprio mandato o se il partito di maggioranza ritirasse il suo appoggio all'esecutivo. L'assoluta impossibilità di maggioranze alternative porterebbe allora il presidente a sciogliere le Camere.