Il comandante Casale: l’emergenza? Gli automobilisti con i telefonini

3 Gennaio 2020

Dopo tre anni e mezzo di incarico provvisorio, è arrivata la nomina da dirigente della polizia locale «Per evitare gli incidenti va represso l’uso degli smartphone alla guida, ma serve più personale»

MONTESILVANO. Ha 60 anni, due figli, la passione per la bici, indossa la divisa da 40 anni ed è «orgogliosamente montesilvanese, di quelli con F646 sul codice fiscale», sottolinea. È questo l’identikit del nuovo comandante della polizia locale, Nicolino Casale. Nuovo per modo di dire, dal momento che il neo nominato dirigente era temporaneamente a capo del comando della città già dal 2016. Nelle scorse settimane, però, l’amministrazione ha emesso un avviso pubblico per assegnare ufficialmente il ruolo e ad aggiudicarselo è stato lui.
Comandante, come ha iniziato?
Nel 1980, per caso. Ero a spasso dopo la maturità, raccoglievo le olive e l’uva. Mi proposero di andare a fare il vigile stagionale e accettai. Sono diventato effettivo nel 1986, nel 1998 maresciallo e nel 2010 ho fatto il concorso da ufficiale. Dal 1° luglio 2016, quando la comandante Marsiglia si è trasferita, ho ricoperto l’incarico di comandante perché ufficiale più alto in grado.
Che rapporti ha avuto con i suoi comandanti?
Ho iniziato con Giustino Fanti, un padre e grande maestro di vista, poi Sergio Agostinone, un fratello maggiore, e poi Antonella Marsiglia, una grande persona dal punto di vista umano, anche se poco legata al territorio.
Poi, adesso, la sua nomina. Come l’ha presa?
Con soddisfazione e gratitudine. Hanno scelto la continuità e chi ha una conoscenza del territorio e dei colleghi. Credo che il comandante di una città medio piccola debba essere del luogo. Parti in vantaggio, arrivi prima. E poi sono un manager, ho studiato per gestire le risorse umane.
In questi anni qual è stato il momento più difficile del suo lavoro?
L’alluvione del 1992. Era crollato il ponte a Cappelle ed era morta una donna. Alle dieci di mattina fummo costretti a chiudere il ponte sul Saline e avevamo solo quella infrastruttura.
E quali momenti ricorda con maggiore soddisfazione?
Nel 2001 la partenza del Giro d’Italia da Montesilvano, il campionato italiano di triathlon giovanile, l'Ironman e ovviamente il Jova Beach Party, dove in uno dei tavoli tecnici ho spiegato il mio punto di vista sulla gestione della viabilità che poi si è rivelato vincente. Fondamentale è stata la grande disponibilità della mia squadra fortissima.
Da comandante, quali sono le priorità della città?
L’emergenza principale è il personale. Oggi ci sono 22/23 vigili. Nella volontà dell’amministrazione c’è quella di assumere nuovo personale, forse una decina di unità, che sarebbero fondamentali. La seconda emergenza è quella degli incidenti, e all’origine c’è quasi sempre l’utilizzo dello smartphone. Avere più pattuglie consentirebbe di prevenire e reprimere questa abitudine pericolosa.
Viabilità: quali i correttivi necessari?
Servirebbero infrastrutture nuove, anche se sono un grande fautore della mobilità sostenibile. La Vestina è diventata invivibile, soprattutto con la chiusura dei viadotti sull’A14. La lungofiume dovrebbe arrivare fino a Cappelle, come è fondamentale la sistemazione di via Tamigi sulla quale io consiglio una rotonda all’incrocio con la Vestina. C’è poi la strada parco che va utilizzata, anche perché il lungomare è diventato una circonvallazione. E poi il prolungamento della circonvallazione.
Hanno fatto discutere i semafori “killer”. Che ne pensa?
Quando manca la cultura, purtroppo la prevenzione non basta, serve la repressione. Un dato su tutti: da quando è entrato in funzione il sistema tra corso Umberto e via Adige, gli incidenti sono stati azzerati. È per questo che ho intenzione di attivare progetti di educazione stradale in tutte le scuole.
Altri progetti?
Continuare l'attività di contrasto al commercio abusivo e alle discariche abusive attraverso le fototrappola che funzionano, ma necessitano di personale; collaborare allo sfratto degli abusivi dalle case popolari; combattere i rumori delle attività sul lungomare d’estate; punire chi non raccoglie gli escrementi dei cani; proseguire con le attività antiprostituzione.
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