Il Comune apre ai tassisti Avranno il box-toilette

10 Febbraio 2017

Bagni costosi alla stazione, martedì riunione con amministratori e sindacati Del Vecchio: «Contatterò le Ferrovie e troveremo un punto di incontro»

PESCARA. L'amministrazione comunale promette di aiutare i 38 tassisti della cooperativa Cotape a risolvere la questione della mancanza di servizi igienici gratuiti che li costringe ad usare quotidianamente toilette di fortuna, dopo l'aumento fino ad un euro per l'utilizzo dei bagni della stazione ferroviaria.

Se ne discuterà martedì 14 febbraio alle ore 10,30 in Comune, nel corso di un incontro tra la commissione consultiva taxi (presieduta dal sindaco Marco Alessandrini insieme ai consiglieri e i dirigenti tecnici del settore Mobilità) e i tassisti, convocata per fare il punto sui problemi della categoria. «In questa sede cercheremo di trovare anche una soluzione per i bagni», è la promessa di StefanoMatteucci Civitarese, assessore con deleghe all’Urbanistica, Mobilità e Programmi complessi, Smart city, Semplificazione amministrativa. Stessa apertura anche da parte del vice sindaco Enzo Del Vecchio, che nelle settimane scorse aveva espresso dubbi sul posizionamento dei bagni chimici sull'area di risulta in fase di riqualificazione. «Contatterò i sindacati di categoria, le Ferrovie e insieme ai tassisti e all'assessore Civitarese cercheremo di trovare un punto di incontro», dice Del Vecchio, precisando di non avere la delega per affrontare direttamente la questione. Ieri il presidente della cooperativa Cotape, Vincenzo Francazio, aveva chiesto al Comune l'assegnazione di un'area, nelle adiacenze della stazione dove i tassisti hanno la postazione fissa, su cui posizionare un gabbiotto con area ristoro e servizi igienici. Una richiesta che trova la sua ragione nella impossibilità di usare i bagni della stazione dove l’accesso si paga un euro, che moltiplicato per le volte al giorno (tante quante sono le esigenze fisiologiche) diventa «una cifra che non ci possiamo permettere» lamentano i tassisti costretti ad andare a fare pipì nei bar, negli ospedali, nei distretti sanitari, in aeroporto e talvolta a casa propria, interrompendo il turno di lavoro.