Il Comune liquida la Soget Trenta lavoratori a rischio

In Consiglio la delibera per affidare la gestione dei tributi alla società Riscossione Un emendamento punta a garantire l’occupazione. I sindacati sono in allarme
PESCARA. Torna l’allarme posti di lavoro alla Soget. Una delibera, che verrà approvata oggi dal consiglio comunale, prevede il passaggio di consegne della gestione delle imposte locali dal vecchio esattore del Comune, la Soget, alla neonata Agenzia delle entrate-Riscossione, la stessa società che a livello nazionale ha preso il posto di Equitalia. Un passaggio che potrebbe rivelarsi non indolore, perché potrebbe mettere a rischio i posti di lavoro dei circa 30 dipendenti che lavorano alla Soget di Pescara.
Questo affidamento, rinviato già una volta a fine giugno su richiesta dei sindacati, ora non sembra più rimandabile. Dal prossimo 16 ottobre e fino al 30 giugno dell’anno prossimo, il servizio di riscossione coattiva sarà gestito dalla nuova società. Riguarderà l’Ici, Imu, Tasi, Tarsu, Tares, Tari, canoni di alloggi popolari, rette scolastiche e della ristorazione, sanzioni amministrative per violazione del Codice della strada, proventi da concessioni edilizie (Bucalossi).
L’esame dell’apposita delibera, cominciato ieri mattina in consiglio comunale, ha fatto registrare la dura presa di posizione dei consiglieri del Movimento 5 Stelle. In particolar e di Erika Alessandrini ed Enrica Sabatini, che hanno criticato l’amministrazione per aver prorogato per 11 anni il contratto alla Soget e per non aver proceduto ad internalizzare il servizio, come richiesto più volte dai 5 Stelle. Bocciati i loro emendamenti, approvata invece una proposta di modifica di commissione che invita l’amministrazione ad inserire nel contratto con l’Agenzia delle entrate-Riscossione una clausola per imporre alla società l’assorbimento dei livelli occupazionali esistenti alla Soget.
Ma, a detta di alcuni consiglieri dell’opposizione, questo emendamento rischia di non produrre alcun effetto, in quanto l’amministrazione procederà al cambio del riscossore tramite affidamento diretto e non con una gara d’appalto per cui sarebbe possibile inserire una clausola ad hoc nel capitolato. Sono stati, però, i sindacati di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil ad avanzare questo tipo di richiesta ai consiglieri comunali. «Abbiamo avuto un incontro martedì scorso con il sindaco Marco Alessandrini, cui hanno preso parte anche il vice sindaco Antonio Blasioli, dirigenti e funzionari del Comune», ha rivelato Antonino Selvaggi della Fisascat Cisl, «ci hanno promesso che avrebbero inserito quella clausola nella delibera. In caso contrario, sarebbe partito un ricorso al Tar».
I sindacati ora vigileranno affinché l’Agenzia delle entrate-Riscossione applichi questa clausola che dovrebbe essere inserita nel contratto. «Altrimenti lo impugneremo», ha minacciato Selvaggi.
Bisogna ricordare, in proposito, che Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil avevano organizzato, il 30 giugno scorso, uno sciopero e una protesta davanti alla sede Soget, in via Venezia, con tutti i dipendenti della società di riscossione. Protesta indetta proprio per chiedere garanzie sulla salvaguardia dei posti di lavoro e per contestare la decisione dell’azienda di aprire, a livello nazionale, una procedura di licenziamento collettivo per 26 ufficiali della riscossione. Procedura poi bloccata.
I sindacati, inoltre, erano riusciti ad ottenere dal Comune di Pescara un rinvio del passaggio al nuovo gestore e la proroga, l’ennesima, del servizio alla Soget. Un passaggio, del resto, consentito dalla riforma fiscale approvata dal Parlamento che prevede che la riscossione dei tributi locali possa essere affidata, a partire dal primo luglio scorso, all’agenzia nazionale di riscossione. Il Parlamento, secondo i sindacati, però non avrebbe previsto alcuna tutela occupazionale per il personale che attualmente svolge questo servizio. Ciò metterebbe in serio pericolo i posti di lavoro esistenti nelle società di tutta Italia che finora hanno gestito questi servizi per conto dei Comuni.
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