Il Comune rivuole 90 mila euro dall’ex dirigente Taraborrelli

20 Maggio 2016

La finanza invia una segnalazione all’amministrazione: somme percepite indebitamente Il caso finisce davanti alla Corte dei Conti: sotto accusa gli incarichi extra svolti durante il mandato

MONTESILVANO. Il Comune di Montesilvano trascina l’ex dirigente ai Lavori pubblici Angelo Bellafronte Taraborrelli davanti alla Corte dei Conti, lamentando un credito di circa 90 mila euro. La giunta Maragno ha dato mandato ieri mattina all’avvocato Giancarlo D’Angelo di rappresentare il Comune nella controversia che vede coinvolto l’ex dirigente dell’amministrazione Cordoma ed ex dirigente al Comune di Pescara durante l’amministrazione Albore Mascia.

La vicenda ruota intorno a una segnalazione della guardia di finanza arrivata in municipio esattamente 4 anni fa, nel maggio del 2012, in cui le fiamme gialle imponevano al Comune il recupero di somme non quantificate, ma stimate intorno agli 80/90 mila euro, che Taraborrelli avrebbe indebitamente incassato per lavori esterni al suo incarico all’interno dell’ente montesilvanese. Nel dettaglio, durante il suo mandato come dirigente del settore Lavori pubblici, Taraborrelli firmò con l’ente un contratto di pubblico impiego a tempo determinato, accettando di fatto di rispettare tutte le norme relative al rapporto di lavoro di pubblico dipendente. Tra queste anche una norma che prevede che, laddove un dipendente pubblico, senza l’autorizzazione dell’ente di appartenenza, assuma degli incarichi professionali esterni al lavoro, i proventi dell’incarico extraufficio debbano essere versati all’ente stesso. Ed è proprio questa la vicenda su cui si fonda il contenzioso, gestito dal settore legale del Comune diretto dall’avvocato Marina De Martis e avviato con lo scopo di recuperare quelle somme che il dirigente avrebbe incassato per aver svolto altri lavori di progettazione per privati ed enti pubblici, tra cui il Comune di Pescara, senza aver ottenuto l’autorizzazione.

Ad accendere i riflettori sull’accaduto nel 2012, quando Taraborrelli non era più dirigente a Montesilvano, è stata dunque la finanza che durante un controllo ha emesso un verbale indirizzato al Comune per sollecitare l’ente al recupero delle somme dallo stesso ingegnere o, in caso di mancato pagamento, dai soggetti che avevano commissionato il lavoro a Taraborrelli. Per questa ragione il Comune, rappresentato dall’avvocato Mariangela D’Aurizio, ha avviato una causa di lavoro davanti al tribunale di Pescara, conclusasi con una sentenza del giudice del Lavoro in cui si precisava che la competenza spettava alla Corte dei Conti. Nelle scorse settimane, quindi, l’ente ha deciso di percorrere questa nuova strada e, dopo aver incassato il rifiuto dell’avvocato D’Aurizio, impossibilita a patrocinare il Comune anche davanti alla Corte dei Conti, ha deciso di affidare l’incarico all’ex assessore Leo Brocchi. Quest’ultimo, però, prima ancora delle polemiche, che tuttavia non sono mancate, ha scelto di rinunciare a sua volta all’incarico. Ieri mattina la giunta ha quindi affidato l’incarico all’avvocato D’Angelo.

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