Il Consiglio dà il via libera al Piano sociale da 14 milioni

27 Settembre 2017

Dopo due sedute a vuoto, maggioranza e opposizione hanno trovato l’accordo su alcune modifiche al documento. Rafforzata l’assistenza ai cittadini più deboli

PESCARA. È un piano sociale del valore di oltre 14 milioni di euro quello approvato ieri sera dal consiglio comunale. All’interno sono contenuti tutti i servizi, con maggiori risorse rispetto al passato, che il Comune erogherà il prossimo anno ad anziani, disabili, minori e indigenti.
Ci sono volute due sedute dell’assemblea civica per arrivare a votare questo importante documento. Solo un accordo, raggiunto a fatica da centrosinistra e centrodestra, ha consentito ai consiglieri della maggioranza di poter approvare il Piano sociale entro il termine del 30 settembre, fissato dalla legge per l’invio del documento alla Regione. Il primo accordo, per la verità, era stato raggiunto domenica scorsa tra il capogruppo del Pd Marco Presutti e i rappresentanti dei gruppi del centrodestra. Ma quell’intesa è stata poi sconfessata da una parte della maggioranza, ossia Mdp, Sinistra e alcuni esponenti del Pd e in aula è ripreso l’esame di un centinaio di emendamenti dell’opposizione, andato avanti fino a ieri sera. Grande soddisfazione è stata espressa dal sindaco Marco Alessandrini e dall’assessore Antonella Allegrino. «Dopo due giorni di discussione», hanno commentato in una nota, «varchiamo uno dei traguardi più importanti del nostro mandato amministrativo. Il nuovo Piano sociale del Comune è uno strumento del tutto inedito che prevede un impegno di risorse per oltre 14 milioni di euro».
La situazione si è sbloccata nella tarda mattinata di ieri, quando la maggioranza ha accolto, in particolare, una delle richieste di modifica avanzate dal centrodestra. Richiesta ritenuta indispensabile tradotta poi in un subemendamento al Piano sociale, firmato dal vice capogruppo di Forza Italia Vincenzo D’Incecco, che si è andato a sommare alla serie di proposte di correzione del documento presentate dalle altre forze politiche di maggioranza e opposizione. Il contenuto è stato spiegato dallo stesso firmatario. «Tutte le attività sociali promosse dal Comune, a partire dai servizi rivolti ai minori nei centri diurni», ha fatto presente, «non potranno prevedere interventi educativi e culturali inerenti l’orientamento sessuale, oltre che politico e religioso». «Tutti i progetti che saranno approvati e inseriti nel Piano sociale», ha aggiunto, «dovranno essere inviati, prima dell’attuazione, all’esame della relativa commissione consiliare e soprattutto, tra le iniziative, saranno cancellate quelle inerenti presunti travestimenti o mascheramenti, oppure allusioni gender, che nulla hanno a che fare con l’educazione e il sostegno di bambini in condizioni di difficoltà materiale».
L’obiettivo di Forza Italia, in realtà, era quello di bloccare l’ingresso nei servizi sociali di presunte associazioni vicine alla sinistra. «Dopo giorni di discussioni in aula», ha sottolineato D’Incecco, «Forza Italia è riuscita a spuntarla, fissando i primi paletti alla colonizzazione del settore sociale e sventando il tentativo di occupazione del Piano, da parte di quelle organizzazioni e associazioni che, per la maggior parte, sono concretamente, formalmente, culturalmente e ideologicamente parte integrante della sinistra politica della città».
Molto soddisfatti anche i consiglieri della Sinistra italiana Daniela Santroni e Ivano Martelli: «Alla fine siamo riusciti a trasformare la furiosa caccia alle streghe e l’estenuante processo alle intenzioni protratto per giorni dall’opposizione di centrodestra dentro i binari del principio di libertà e dell’uguaglianza dell’articolo 3 della nostra cara Costituzione». «Il risultato più rilevante di questa giornata», hanno concluso, «è l’approvazione di un Piano che ha molte più luci che ombre».
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