Il Covid frena la crescita Quasi mille aziende rinunciano ad aprire

Dato di Unioncamere sul periodo marzo-maggio rispetto al 2019 Strever: è legato alla mancanza di investimenti per il lockdown
L'AQUILA. Non ci sono solo le imprese che hanno spento i motori durante il lockdown, sei su dieci. La conta dei danni economici prodotti dall'emergenza coronavirus è molto più alta. L'Abruzzo, in tre mesi, ha perso quasi mille nuove aziende. Esattamente sono 941 in meno le iscrizioni alle Camere di commercio da marzo a maggio 2020, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Attività mai nate. Start-up e idee progettuali rimaste nel cassetto, in attesa di tempi migliori, con le caselle dei registri camerali quasi completamente bianche. Il trend abruzzese segue quello nazionale, secondo l'ultimo rapporto di Unioncamere, redatto in collaborazione con il Centro studi "Guglielmo Tagliacarne" e presentato nell'annuale assemblea delle Camere di commercio, che ha riunito i presidenti in video-conferenza. Tre mesi di mancati investimenti, un po' in tutti i settori.
MENO IMPRESE. L'Abruzzo si attesta a metà classifica con il 39,3% di aziende iscritte in meno alle Camere di commercio: appena 1.451 nei tre mesi di fermo, a causa della pandemia, contro le 2.392 dello scorso anno, considerando il trimestre marzo-maggio. A conti fatti, 941 imprenditori hanno rinunciato ad investire sul mercato economico locale. In Italia, complessivamente, si sono perse oltre 44mila imprese. E, stando alle previsioni di Unioncamere, il dato è destinato ad aumentare nel corso dell’anno.
Dieci i punti-chiave individuati dalle Camere di commercio per rilanciare l'economia: digitalizzazione e tecnologie 4.0, infrastrutture, semplificazione, giustizia civile e mediazione, internazionalizzazione, turismo, nuove imprese e giovani, sostenibilità, formazione, dotazione finanziaria e irrobustimento organizzativo delle aziende. «Un dato negativo, quello registrato in Abruzzo, come nel resto del Paese, ma che non va letto in termini assoluti», spiega Gennaro Strever, presidente della Camera di commercio Chieti-Pescara, di recente nominato rappresentante della Regione nel Comitato di gestione dell'Autorità di sistema portuale del Mare Adriatico centrale, «bensì legato all'isolamento sociale che ha determinato anche un fermo degli investimenti».
SETTORI FERMI. La pandemia mostra di aver colpito duro, stando ai numeri di Unioncamere. Ma quali settori registrano una riduzione notevole delle iscrizioni? È il caso delle confezioni di articoli di abbigliamento (-59%), della ristorazione e dell’alloggio (-54% circa), della fabbricazione di prodotti in metallo, dove si registra quasi la metà delle iscrizioni di nuove aziende rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Diminuzioni meno significative si evidenziano, invece, tra le attività ausiliare dei servizi finanziari (-9,1%), nelle industrie alimentari (-22,3%) e nelle coltivazioni agricole (-25%). Forte la contrazione della nascita sia delle società di capitali che delle imprese individuali, le meno attrezzate ad affrontare lo tsunami del Covid-19. Le ditte individuali sono circa il 40% in meno rispetto allo scorso anno. Scendono anche gli investimenti nell'abbigliamento (-59,2 %) e nel settore alloggio (-53,9%). Contrazione degli investimenti anche nel commercio all'ingrosso e al dettaglio (-43,2%), nelle attività immobiliari ( -42,2%), nelle attività di servizi per la persona (-40,2%) e nell'edilizia, con la costruzione di edifici (-39,2%).
SISTEMA CAMERALE. Spingere sulla digitalizzazione delle imprese e sull'adozione di tecnologie 4.0 porterebbe, secondo Unioncamere, ad un incremento del Pil di oltre un punto e mezzo percentuale, a breve termine. Investire sulla semplificazione amministrativa farebbe recuperare quasi due punti percentuali, come anche la formazione del personale e del capitale umano, contribuirebbe ad elevare il Pil di più di un punto percentuale. «Gli imprenditori hanno il dovere morale di ripartire con intelligenza», il commento di Strever, «il sistema camerale è a fianco delle imprese per supportarle nella ripresa e invertire, nei prossimi mesi, i segnali negativi». Un impegno che si è tradotto in azioni concrete.
«Come Camera di commercio Chieti-Pescara», conclude il presidente, «abbiamo emanato tre bandi a supporto delle piccole e medie aziende, per un valore complessivo di 3 milioni di euro a fondo perduto, con l'intento di garantire liquidità e tamponare la crisi in atto: un milione di euro per la digitalizzazione, un milione per il rimborso, fino a 3mila euro, degli interessi sui prestiti bancari e 1 milione per l'acquisto di dispositivi di sicurezza. La liquidità è lo strumento che aiuta a dare lavoro e a rafforzare l'economia e lo sviluppo del territorio. Sono allo studio altre iniziative per incentivare nuovi investimenti».

