Il Covid lascia i poveri al freddo: pochi ricoveri per i senzatetto

6 Ottobre 2020

L’ex scuola di via Lago Sant'Angelo, usata in passato come dormitorio, è occupata da due associazioni De Dominicis (Caritas): «Abbiamo tante richieste, ma con le norme anticontagio i posti sono la metà»

PESCARA. Dove saranno sistemati i senzatetto nei prossimi mesi, i più freddi dell'anno? Per ora la domanda è senza risposta, ma a breve se ne parlerà in un tavolo di lavoro che il Comune intende convocare con gli operatori impegnati in questo ambito, tenendo conto che l'emergenza Covid rischia di stravolgere gli schemi di accoglienza del passato e che l’ex scuola di via Lago Sant'Angelo usata per accogliere i senzatetto nelle ore notturne è occupata temporaneamente da due associazioni di volontariato impegnate nella Protezione civile.
Il tema degli spazi sta a cuore sia alla Caritas che all'associazione On the road, entrambe in prima linea nella gestione delle due strutture cittadine destinate a chi non ha una casa, specie nei mesi invernali, quando il problema è maggiormente avvertito. Dalla Caritas, che si occupa della cittadella dell'accoglienza di via Alento, viene sollevata la questione dei posti letto disponibili nell'inverno che sta per arrivare, perché il Covid ha imposto di ridurre gli spazi di cui si può usufruire, per cui la capienza è scesa e prima o poi questo limite si avvertirà. Ne parla Corrado De Dominicis, direttore diocesano della Caritas, che vuole approfondire la questione con il Comune e spera che «si parta un po' prima», con il lavoro di pianificazione, in modo da farsi trovare pronti per «la fine di novembre e l'inizio di dicembre», cioè il periodo in cui negli anni scorsi l'emergenza freddo ha cominciato a farsi sentire ed è aumentata la necessità di posti letto.
«Da noi, in cittadella, i posti sono 60, ma in questa fase non possiamo accogliere più di 28 persone per volta, a causa delle limitazioni imposte dal virus. Attualmente gli ospiti sono 15 ma stanno cominciando ad arrivare altre richieste ed è normale che sia così», dice, perché pioggia e freddo spingono a cercare un riparo, nelle ore notturne, e sicuramente non si può pensare alle tende che sono state allestite in via Alento durante il lockdown. Sono state utili, in quel periodo, ma sono state «smantellate una volta superata l'emergenza, e gli ospiti sono andati dai parenti o hanno seguito la strada del rimpatrio assistito», spiega De Dominicis. «Le condizioni meteo invernali non ci permettono di ricorrere alle tende», aggiunge il rappresentante della Caritas, che conta di ricevere delle risposte dal Comune, per cui attende il tavolo di lavoro.
«Si devono pensare dei luoghi di accoglienza», aggiunge. E pensa alla soluzione individuata dal Comune negli anni scorsi, cioè l’ex scuola di via Lago Sant'Angelo, che «potrebbe essere riproposta».
A gestire quei locali, che offrivano 70 posti letto per l'emergenza freddo, era l'associazione On the road che complessivamente ha accolto 149 persone (con periodi di permanenza diversi da ospite o ospite), ma per l'inverno 2020 «siamo in attesa di un incontro per parlarne tutti insieme», dice Massimo Ippoliti dall'associazione. E anche lui fa presente che il Covid ha cambiato le carte in tavola, inevitabilmente. In questi mesi il lavoro di On the road non si è mai fermato, «né in strada né allo sportello di via Ferrari», ma l'emergenza sanitaria impone agli operatori di «navigare a vista, nella speranza che la situazione migliori, per stare più tranquilli». Se si dovesse decidere di usare di nuovo l'ex scuola «letti e coperte» ci sono già, ma uno stop a questa ipotesi arriva dall'assessore Nikla Di Nisio, che però è aperta ad altre soluzioni.
«I locali di via Lago Sant'Angelo sono occupati dalla Protezione civile, quindi non credo che li potremo usare, ma è ancora tutto da vedere e da valutare con il sindaco Carlo Masci». L'assessore ipotizza una via di uscita e propone di «mandare dai familiari i senzatetto che hanno la possibilità di farlo. Su questo chiediamo l'impegno di Caritas e On the road, pur sapendo che è difficile raggiungere un obiettivo del genere». Questa deve essere «la priorità», dice Di Nisio, «perché con il Covid è rischioso dare ospitalità ai senzatetto, lo è anche per loro».
La volontà dell'assessore è di «trovare altri spazi» e di sistemare chi non ha una casa, ma le conseguenze della pandemia rendono tutto «più complicato rispetto agli altri anni».
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