Il Dna dei cani per scoprire chi non raccoglie gli escrementi
PESCARA. Incastrare i proprietari di cani che non raccolgono le deiezioni per strada, attraverso l'esame delle feci dei loro amici a 4 zampe. È l'obiettivo dell'ordine del giorno proposto ieri in...
PESCARA. Incastrare i proprietari di cani che non raccolgono le deiezioni per strada, attraverso l'esame delle feci dei loro amici a 4 zampe. È l'obiettivo dell'ordine del giorno proposto ieri in consiglio da Forza Italia e approvato con 19 voti a favore. L'idea, già realtà in diversi Comuni, è di istituire una banca dati obbligatoria dei Dna dei cani di proprietà per rendere identificabile chi non raccoglie le deiezioni. «La colpa di questo odioso fenomeno deve ovviamente essere imputata ai padroni dei cani che non rispettano le più elementari regole della convivenza civile», spiega Ivo Petrelli, presidente della commissione Ambiente.
Con l'atto si invita sindaco e giunta a sollecitare la Regione ad approvare la norma istitutiva della banca dati del Dna canino. In questo modo i Comuni potranno modificare i regolamenti interni. Il provvedimento prevede pure la dotazione di guardie ambientali di un kit per la raccolta dei campioni, per identificare il profilo genetico del cane e risalire al proprietario per sanzionarlo, e l'attivazione di convenzioni con i veterinari per fare i prelievi salivari sui cani (obbligatori) per la banca dati. (m.pa.)

