Il Dopolavoro Ferroviario piange Giuseppe Salvatore

28 Agosto 2021

Il presidente dell’associazione aveva 77 anni. Se n’è andato di notte, nel sonno Taglieri: era il regista di tutte le iniziative, incarnava il sociale. Un grande perdita

PESCARA. Non era solo il presidente del Dopolavoro ferroviario di Pescara, ma era l’anima, il motore inarrestabile e infaticabile di questa associazione, che conta duemila soci e promuove un grande ventaglio di attività. Un vulcano di idee, di progetti. Ed è difficile, per gli amici del Dopolavoro, accettare che il presidente non ci sia più. Giuseppe Salvatore, ferroviere in pensione originario di Torrevecchia ma residente ai colli, è morto nel sonno a 77 anni, lasciando i figli Nicoletta, Mimmo e Nazario, fratelli, sorelle e nipoti.
«È stata una grave perdita per la città», dicono costernati dal Dopolavoro ricordando le iniziative che Salvatore ha portato avanti e sulle quali stava ancora lavorando. Per anni «l'instancabile Giuseppe», come viene definito, ha portato avanti il progetto scuola-ferrovia, che è nato per far conoscere ai giovani il mondo delle ferrovie e del Dopolavoro e ha coinvolto decine di migliaia di studenti della regione. Sempre lui si è impegnato per collocare il monumento alle ferrovie, cioè una locomotiva 740, vicino alla vecchia stazione ferroviaria di Pescara. E tra poco avrebbe raggiunto anche un altro traguardo perché «è in dirittura d'arrivo il Museo del Treno che sarà realizzato nei locali messi a disposizione dalle Ferrovie e dal Comune di Pescara e consentirà di ammirare i modellini ora conservati nella sede». «Se queste attività resteranno a ricordarci per sempre Giuseppe, ancor di più resterà indelebile il suo sorriso, la sua disponibilità, la sua capacità di accogliere tutto e tutti», commentano sempre dal Dopolavoro ricordando, su tutti, un grande pregio del presidente ed era quello di «trovare dovunque e in tutti qualcosa di buono». Chi lo ha conosciuto, chi lo ha visto all’opera si sente «privilegiato» perché è stato possibile fare «un percorso assieme a lui».
«Era il regista, sotto tutti i punti di vista», racconta con affetto e sincera ammirazione Gino Taglieri, anche lui ferroviere, che insieme a Salvatore e ad altri due amici coltivava anche la passione per l’orto. Si erano visti tutti e quattro giovedì, avevano un altro appuntamento ieri, «ai campi, perché condividevamo un orticello», racconta Taglieri, e invece ieri è arrivata la notizia dolorosissima della morte. «Incarnava il sociale, era un uomo buono, perdiamo un grande. E mi resta il calore della sua stretta di mano che era davvero unica, forte, esprimeva il suo cuore». La camera ardente è stata allestita nella Casa funeraria Mambella di Montesilvano. Oggi, alle 17, i funerali nel santuario della Madonna dei sette dolori.
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