«Il dormitorio nella scuola Michetti, una scelta sbagliata»

8 Dicembre 2020

PESCARA. «La gestione del Piano freddo, fiore all’occhiello delle giunte comunali di ogni colore politico a Pescara, quest’anno si sta rivelando un enorme pasticcio». Lo ha detto ieri la consigliera...

PESCARA. «La gestione del Piano freddo, fiore all’occhiello delle giunte comunali di ogni colore politico a Pescara, quest’anno si sta rivelando un enorme pasticcio». Lo ha detto ieri la consigliera del Pd Stefania Catalano al termine della seduta in videoconferenza della commissione Vigilanza e controllo, presieduta da Piero Giampietro, con la partecipazione degli assessori alle politiche sociali Adelchi Sulpizio e all’ascolto del disagio sociale Nicoletta Di Nisio e della dirigente dell’Istituto comprensivo 4 Daniela Morgione.
«I clochard», ha affermato Catalano, «saranno ospitati, per decisione del Comune, dentro i locali della scuola media Michetti, di via del Circuito, non solo senza autorizzazione della scuola, ma contro il parere della dirigenza scolastica, costretta a inviare una diffida. E a metà febbraio i clochard rischiano di ritrovarsi in strada, nel pieno del mese più freddo dell’anno».
«Una situazione», ha proseguito la consigliera Pd, «che non ha precedenti, figlia probabilmente di un capriccio che sta creando non pochi imbarazzi in Comune. Dopo le ottime performance degli altri anni, quest’anno la giunta Masci ha infatti deciso di cambiare sede dove accogliere i clochard e ha individuato l’unica scuola pescarese in attesa di veder partire gli attesi lavori di ristrutturazione, in vista dei quali le classi sono state solo temporaneamente trasferite a Villa Fabio». «Si tratta di una situazione d’urgenza e inadeguata», ha sostenuto, «i lavori, per cui il Comune ha già il progetto esecutivo, pronto grazie all’ex giunta di centrosinistra, potranno partire a inizio 2021, ma la scelta di individuare proprio quella scuola per il Piano freddo rischia di farli slittare e di non fare in tempo a far rientrare le classi per il mese di settembre. Ecco perché la dirigenza scolastica, assieme a genitori e insegnanti già ascoltati in commissione, ha detto di no. Ma il Comune ha calpestato le preoccupazioni di un’intera comunità scolastica e, per salvare la faccia, ora sostiene che i clochard andranno via a metà febbraio, senza un progetto alternativo per accoglierli nel mese più freddo dell’anno».
«Per un capriccio», ha concluso, «rischiamo dunque di far perdere iscritti a una scuola e di rovinare il Piano freddo che invece sosteniamo con decisione».
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