Il Falco: invasione durante i Mondiali per la pace e i diritti

30 Novembre 2022

Mario Ferri rilasciato dopo la corsa in Portogallo-Uruguay «Trattenuto un’ora, volevo lanciare messaggi importanti»

PESCARA. Il Falco colpisce ancora. Nuova invasione di campo per il montesilvanese Mario Ferri, molto noto per i suoi blitz sui terreni di gioco più importanti del mondo, che lunedì sera ha fatto irruzione duranti i Mondiali del Qatar, interrompendo la partita Portogallo-Uruguay. Indossando la consueta maglia di Superman, il Falco stavolta ha mostrato due frasi “Save Ukraine” e “Respect for Iranian woman”, sventolando anche una bandiera della pace. «In quella che ho chiamato “the last dance”, la mia ultima corsa in un campo da gioco», spiega, «ho voluto lanciare messaggi importanti, anche per quello che ho vissuto sulla mia pelle nei mesi scorsi». Ferri ricorda il mese trascorso come volontario in Ucraina, gli amici che oggi soffrono in Iran o le fasce da capitano arcobaleno vietate ai Mondiali. Quanto all’azione, spiega: «Sono saltato sul tetto della panchina del Portogallo, facendo anche spaventare i giocatori, e poi da lì sono arrivato sul campo e ho iniziato a correre. Dopo l’invasione la polizia mi ha trattenuto un’ora, trattandomi benissimo e offrendomi thé, caffe e brioche. Poi mi ha raggiunto il presidente della Fifa Infantino che ha fatto da tramite con la polizia e mi ha fatto rilasciare senza alcuna sanzione, se non il divieto di andare a seguire altre partite». Divieto che Ferri ha già deciso di infrangere, tentando di mimetizzarsi tra i tifosi vestito da sceicco. Ieri il Falco era atteso in tribunale a Pescara per definire un suo processo. Una vicenda che risale al 2017: era finito sotto processo per non aver ottemperato alle prescrizioni imposte dal Daspo. Ferri non si era presentato per la firma alla caserma dei carabinieri di Montesilvano nell'intervallo della partita tra Napoli e Nizza del 22 agosto 2017, che iniziava alle 20.45 allo stadio Allianz di Riviera di Nizza. Il suo Daspo, di 6 anni, gli imponeva il divieto di accesso ai luoghi di svolgimento di manifestazioni sportive e in particolare agli incontri, anche amichevoli, disputati dal Napoli e dalla Nazionale italiana, comprese le partite di tutte le categorie inferiori, non escluse Champions League, Europa League e Coppa Italia. Ieri il giudice Francesco Marino, e il suo legale di fiducia, Stefano Sassano, avrebbero dovuto ascoltare un testimone che però non si è presentato: udienza rinviata al 26 aprile prossimo. (a.l.)