Il fratello di Domenico: «Non ci separeremo mai»

5 Settembre 2021

Lo strazio in una lettera: «Già mi manchi, i nostri ricordi non moriranno»

RAPINO. «Chiamami, dimmi che è uno scherzo». Marco Di Fazio, il fratello di Domenico, una delle quattro vittime dell’incidente di Bucchianico, non si dà pace. Non può darsi pace, perché vivevano in assoluta simbiosi.
Marco affida il suo dolore a una lettera scritta di getto e pubblicata su Facebook un paio d’ore dopo la tragedia che ha devastato una famiglia e fatto piombare nel dolore un intero paese, Rapino. «Sei scomparso così all’improvviso, non ci siamo neanche salutati», digita Marco. «Sento forte la tua assenza, ma so che i fratelli non possono mai separarsi veramente. I ricordi più belli non muoiono mai». E allega al messaggio una fotografia che immortala il fratello in un momento spensierato, mentre fa la “linguaccia” verso l’obiettivo. Domenico, presidente del Rapino calcio, operaio della Tecnomeccanica Sud di Fara Filiorum Petri e una grande passione per il canto, non aveva la patente. «Ogni giorno lo accompagnavo e lo andavo a riprendere al lavoro», continua Marco. «Si sarebbe iscritto alla scuola guida a settembre». Qual era il suo sogno? «Vincere il campionato di Prima categoria e portare la squadra in Promozione».
Il sindaco Rocco Micucci annuncia che lo stadio del paese sarà intitolato a Di Fazio e si stringe alla madre Ginetta Berardinelli, al padre Rocco, al fratello, alla sorella Valentina, alla fidanzata Lorena. «Ieri sera», racconta il primo cittadino, «Domenico era con gli amici e la squadra al ristorante Garden di Rapino. Dopo cena, stavano andando a trovare un altro amico che gestisce un bar a Chieti Scalo. Tutte le macchine hanno girato per località Buonconsiglio. Quella sulla quale viaggiava Domenico insieme a Fabio Iacobini (ora ricoverato in Rianimazione a Chieti; ndr), invece, è passata dalla Fondovalle. Volevano evitare un tratto di strada dissestato. E invece lui ha trovato la morte». Anche Micucci scrive una lettera rivolgendosi direttamente a Domenico: «Tu non sei un presidente, ma “Il Presidente”. Non hai grandi disponibilità, ma hai una grande passione che ti rende il più grande. E per essere un uomo, non basta quello che mostri, devi esserlo dentro per davvero. E continuo a parlare al presente perché non riesco ancora a crederci. Chiunque ti abbia incontrato non ha potuto fare a meno di amarti per la tua pulizia, il tuo essere appassionato, la tua integrità, per il tuo darti agli altri senza compromessi. Non solo per lo sport, ma per qualunque cosa il paese avesse bisogno, come far parte della protezione civile o dare una mano ai dipendenti comunali. Fino al nubifragio dell’altro giorno. Ti abbiamo amato per tua lealtà, perché dentro avevi il sole che ti eri conquistato da solo. Ora prometto che non ti dimenticheremo. E ti renderemo onore». Il cordoglio per la morte di Di Fazio arriva anche dal mondo dello sport. «Il numero uno del club neroverde», dice Ezio Memmo, presidente del comitato abruzzese della Federazione italiana gioco calcio, «lascia un vuoto incolmabile e una profonda tristezza nei tantissimi che l’hanno conosciuto. Voglio ricordare Domenico per quello che era, una persona schietta e sincera, appassionata del nostro sport e sempre pronta a fare sacrifici per i suoi ragazzi e per il suo paese».
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