«Il fuoco era a 30 metri da casa Ma dov’erano gli elicotteri?»

12 Luglio 2017

SAN VALENTINO. «Il fuoco l’ho visto vicinissimo, a 30 metri da casa. Ho pensato di scappare, ma poi no. Mi dispiaceva che potesse bruciare tutto quello su cui da cinque anni stiamo mettendo le nostre...

SAN VALENTINO. «Il fuoco l’ho visto vicinissimo, a 30 metri da casa. Ho pensato di scappare, ma poi no. Mi dispiaceva che potesse bruciare tutto quello su cui da cinque anni stiamo mettendo le nostre energie. E sono rimasta. Continuavo a bagnare il tetto con il tubo dell’acqua. Si asciugava in un attimo. Sembrava una guerra».
Hiya Lanza, con il compagno Giulio Ianni abita in contrada San Giovanni di San Valentino e dalla tarda mattinata di lunedì è alle prese con l’incendio che dalla frazione San Tommaso di Caramanico si è spinto prima verso San Giovanni, in direzione della Maiella e poi giù lungo il vallone che guarda la Cisterna. Un giorno e una notte da incubo passati prima ad aspettare i soccorsi che si son palesati con i volontari della protezione civile arrivati a spegnere il focolaio lì vicino e rimasti a monitorare la zona fino a sera e poi, nelle ore di buio, a vigilare, come tanti abitanti della zona di San Valentino, che il fuoco non riprendesse forza. «Il vento è stato molto ballerino», interviene Giulio Ianni, «e a un certo punto intorno alle 16 di lunedì aveva anche rallentato, perchè andava nella direzione contraria. Ma non c’erano elicotteri. Se ci fossero stati, si sarebbero evitati un sacco di danni, perché poi a Castiglione, di fronte a noi, è scoppiato un altro incendio e la situazione è degenerata. Ora è tutto nero, tutto bruciato, un peccato. È questo che mi fa rabbia, che una regione non possa difendere i suoi territori più preziosi, quelli che gli danno visibilità, turismo».
«Sono arrabbiata», gli fa eco Hiya, «perchè non è possibile che una regione così verde non abbia un elicottero a disposizione per gli incendi. Il canadair, lunedì pomeriggio è arrivato dopo troppe ore. Dopo che quello prima era andato in avarìa ed era dovuto tornare indietro. Ma se il fuoco fosse stato preso in tempo non avrebbe fatto questo delirio. Il canadair dalla Sardegna è arrivato dopo le 18,30 e se n’è andato appena ha fatto buio».
«Una volta il fuoco, una volta la neve», conclude Ianni, «ma dov’è la prevenzione? Quest’inverno siamo rimasti isolati cinque giorni con l’elettricità e altri cinque bloccati dalla neve. Com’è possibile farsi trovare impreparati di fronte a qualsiasi calamità?». (s.d.l.)
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