Il futuro dell’ex palazzo Clerico «Sarà residenza universitaria»

23 Aprile 2022

Il centrosinistra propone di trasformare l’edificio di corso Vittorio in un ostello come l’ex Ferrhotel «Il Comune richieda subito l’accesso ai fondi statali». Sospiri assicura: «Lo stiamo già facendo»

PESCARA. Dopo l’ex Ferrhotel, anche il palazzo Clerico di corso Vittorio potrebbe diventare una residenza per studenti universitari. La proposta parte dal centrosinistra. «Il 14 aprile scorso», hanno spiegato ieri i consiglieri di opposizione, «è stato approvato in consiglio comunale un ordine del giorno presentato dal centrosinistra, primo firmatario Marco Presutti, per porre attenzione su un’imperdibile opportunità che la città di Pescara può avere per riqualificare, trasformandolo in residenza universitaria, come per il vicino fabbricato ex Ferrhotel, anche lo storico palazzo Clerico. Palazzo che, una volta riqualificato, amplierebbe ulteriormente la disponibilità di posti letto pubblici destinati agli studenti universitari».
«Il decreto del ministro dell’Università e della ricerca», spiegano il consigliere regionale Antonio Blasioli e quelli comunali Piero Giampietro, Marco Presutti, Francesco Pagnanelli, il segretario regionale dei Giovani democratici Claudio Mastrangelo e quello provinciale Lorenzo Marinari, «stabilisce le procedure e le modalità di accesso a circa 467 milioni di euro per cofinanziare fino al 75% delle spese necessarie la realizzazione di strutture residenziali universitarie, e, oltre a fondi nazionali, stanzia anche risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza: 300 dei 467 milioni sono parte dei 960 milioni previsti dal Pnrr per portare il numero degli alloggi per studenti universitari dagli attuali 40.000 a oltre 100.000 entro il 2026. Il primo termine per la presentazione dei progetti scadrà il 17 maggio 2022, il secondo il 31 gennaio 2023 e sono termini stretti per aderire all’impegno che il consiglio comunale di Pescara ha rivolto al sindaco, alla giunta regionale e all’Adsu». «Occorre che Comune e Regione», precisano, «candidino un valido progetto per questo bando che scadrà a maggio perché riteniamo che il rapporto tra la città di Pescara e l’ateneo debba essere stretto e simbiotico e avere la residenza universitaria principale pubblica nel centro della città è un’opportunità da cogliere al volo».
Pronta la replica del presidente del consiglio regionale Lorenzo Sospiri. «Regione, Comune di Pescara e di Chieti, unitamente all’Azienda per il diritto allo studio universitario, si sono già attivati per la ricerca sul territorio di edifici già esistenti, di fabbricati dismessi che potenzialmente potrebbero essere il punto di partenza per partecipare al nuovo bando per l’assegnazione dei fondi finalizzati alla realizzazione di residenze universitarie. Ci sono già state due riunioni operative. Apprezzabile, ma sicuramente tardivo l’intervento a gamba tesa del Pd».