Il futuro di Spoltore? «Città cerniera tra Pescara e Chieti»

12 Gennaio 2020

Luciano Di Lorito punta a fare un’area per i grandi eventi Sulla sicurezza: «Sono episodi che avvengono in tutta Italia» 

SPOLTORE. Progetti e aspettative per Spoltore. Ne parla il sindaco, Luciano Di Lorito, immaginando il percorso ancora da fare.
Che anno si annuncia, per l’amministrazione comunale di Spoltore? Quali sono gli obiettivi da cogliere?
È un anno decisivo perché i progetti che riusciremo a pianificare e a far partire si concluderanno nel mio secondo e ultimo mandato. Il primo obiettivo, attraverso una serie di opere pubbliche e il nuovo Piano regolatore, è delineare il ruolo di Spoltore nell’area metropolitana di Chieti-Pescara. Spoltore, per la sua posizione baricentrica, e non per campanilismo, può essere cerniera tra i due capoluoghi, attirando centri direzionali e imprenditoriali.
Ci sono stati episodi che hanno fatto percepire un calo della sicurezza. Il Comune si è attivato con nuove telecamere. Può fare o ha fatto altro?
Sono gli stessi episodi di microcriminalità che interessano tutta l’Italia. I dati, nonostante alcuni momenti particolari, non sono allarmanti. Noi abbiamo investito sulla videosorveglianza ma questa spesa deve essere costante. La sensazione di insicurezza deriva anche dai messaggi lanciati da social e nuovi media, che amplificano notizie talvolta secondarie.
C’è un progetto che non è riuscito a realizzare nel 2019 o che ha dovuto rinviare?
Il mio cruccio è il recupero dell’area del Mammuth, che doveva ospitare il mercato coperto. La struttura, mai finita, va abbattuta e ricostruita e avremmo voluto creare il Museo dell’automobile e della velocità, ma non siamo riusciti, finora, a intercettare finanziamenti. Stiamo valutando di realizzarci la nuova scuola, con una riqualificazione urbana e spazi polivalenti.
Spoltore che comune è, rispetto ad altri delle stesse dimensioni? Cosa può vantare e cosa manca?
È un comune ricco, in costante crescita, con la tassazione più bassa d’Abruzzo e una raccolta differenziata oltre il 70%. Si avvertono carenze sulla viabilità, le infrastrutture su cui poggia sono degli anni ’50: anche per questo abbiamo accelerato i lavori del nuovo Prg. Manca, invece, un istituto di scuola superiore.
Com’è il rapporto con il consiglio comunale e con i cittadini?
Sono molto soddisfatto del rapporto con tutti consiglieri: anche quelli di minoranza hanno un ruolo ed è gratificante, per me, quando ottengono dei risultati. Reputo buono il rapporto con i cittadini: non potendo conoscere tutti i 20 mila abitanti, ho voluto fare in modo di incontrarli personalmente e di rispondere sui social e alle mail. Certo, essendo un comune popoloso, a volte i tempi d’attesa si allungano e me scuso.
C’è un progetto che le sta a cuore?
Un’area sportiva anche per grandi eventi e concerti, un PalaSpoltore per l’area metropolitana. Il mio sogno è che Spoltore, con ciò che rappresenta culturalmente e dal punto di vista politico e amministrativo, viva a lungo.
Il suo è uno dei tre Comuni destinato a confluire nella Nuova Pescara, da sempre osteggiata da Spoltore e Montesilvano. Non pensa che l’esito del referendum andrebbe rispettato?
Io sono stato rieletto senza mai nascondere la mia contrarietà alla fusione. Anche questo dovrebbe far riflettere. Chiediamo da sempre di rivedere il progetto della Nuova Pescara perché nessuno è in grado di anticipare cosa sarà il nuovo ente e come funzionerà. Il voto popolare è sacro, ma è una volontà già tradita, visto che non sono più previsti quei bonus economici evidenziati, nel 2014, dai promotori. Si era parlato di quasi 90 milioni di euro in più erogati dallo Stato in 10 anni alla Grande Pescara, ma quella realtà non esisterà mai. Anzi, dati alla mano, porterà un peggioramento della qualità della vita a Spoltore, su tasse e servizi.
C’è qualcosa che si rimprovera?
Non aver intercettato fondi europei, in particolare per una rete di piste ciclabili, una viabilità alternativa ed ecosostenibile. Ci stiamo lavorando.
Se potesse chiedere qualcosa agli enti sovraordinati, cosa chiederebbe?
Più finanziamenti per le infrastrutture e fare rete con le realtà vicine: nuova viabilità, nuovo trasporto pubblico, creare davvero un’unica città con Pescara, Montesilvano, Chieti, San Giovanni Teatino, Cappelle. Non si può più rimandare la realizzazione del casello autostradale a Terrarossa e il raddoppio della Statale 602. I limiti della viabilità attuale si vedono adesso.
Che cosa la preoccupa?
I cambiamenti climatici, con le ripercussioni sulla gestione del territorio e delle risorse economiche; il dissesto idrogeologico, le emergenze e le alluvioni.
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